@DataBase GuidaRapidaAmigaDOS.guide @$VER: GuidaRapidaAmigaDOS.guide 1.0 (1.9.96) @(C) Copyright © 1996 Romano Tenca - Amiga Magazine Gruppo Editoriale Jackson @Author Romano Tenca @Index "INDEX" @node main "Contenuto" Guida Rapida all'AmigaDOS Romano Tenca @{"Forse non sapete che... Consigli per l'uso di AmigaGuide" LINK "Consigli AmigaGuide"} @{"Introduzione" LINK "Introduzione"} @{"Template" LINK "Template"} @{"Caratteri speciali" LINK "Caratteri speciali"} @{"Comandi, directory e file" LINK "Comandi"} @{"Template comandi" LINK "Template comandi"} @{"Qualificatori" LINK "Qualificatori"} @{"Mountlist" LINK "Mountlist"} @{"Errori AmigaDOS" LINK "Errori"} @{"Copyright" LINK "Copyright"} @{"Indice comandi, directory e file" LINK "Comandi"} @{"Indice Analitico" LINK "INDEX"} @endnode @node "Copyright" "Copyright" Copyright © 1995-1996 Romano Tenca - Amiga Magazine Gruppo Editoriale Jackson Tutti i diritti sono riservati. Questo file è riservato agli abbonati di Amiga Magazine e non può essere distribuito o copiato in alcun modo. E' vietato espressamente il suo inserimento su BBS, Internet, Fidonet, Aminet, collezioni di dischi, floppy o CD-ROM proprietari o liberamente distribuibili, nonché su dischi, floppy o CD-ROM pubblicati insieme a riviste italiane o straniere. @endnode @node "Consigli AmigaGuide" "Consigli AmigaGuide" Nell'help in linea di AmigaGuide, cui si acccede premendo il pulsante "Aiuto", non vengono citati i seguenti tasti: 1) Tab permette di selezionare il link successivo e Shift-Tab quello precedente. Return permette di accedere al link selezionato. 2) Alt - (Alt-meno sulla tastiera italiana) permette di ritornare al link precedente (funziona cioè come il gadget Risali). 3) Il doppio click del pulsante sinistro del mouse su una parola avvia la ricerca di un nodo ipertestuale anche se la parola non è evidenziata. Ad esempio, se si fa un doppio click sulla parola Rename si salta al nodo Rename (provate qui). L'unico limite qui è dato dall'eventuale presenza di certi segni di interpunzione (:.) che impediscono il ritrovamento del nodo e dalla versione di AmigaGuide in uso. La versione 34 (2.1) e la versione 40 (3.1) pur trattando diversamente i segni di interpunzione permettono tale salto. Non altrettanto lo permette la versione fornita con il 3.0. Provate, per esempio, a selezionare queste espressioni: Template: Template : (vedere Template) @endnode @node "Introduzione" "Introduzione" Introduzione alla versione AmigaGuide Una delle più gravi lacune della documentazione fornita con gli Amiga di fascia bassa (1200) riguarda i comandi AmigaDOS e in generale l'uso della Shell. Molti utenti spesso non riescono a procurarsi una documentazione adeguata, almeno in italiano, e "sopravvivono" utilizzando quasi esclusivamente il Workbench, tranne poi andare incontro a grandi difficoltà quando siano costretti a modificare file come l'User-Startup o la Shell-Startup. Per colmare almeno in parte questa lacuna, Amiga Magazine ha deciso di regalare questa "Guida Rapida all'AmigaDOS" in formato elettronico a tutti gli abbonati. L'opera, già pubblicata a fascicoli come inserto nella rivista ed ora rivista, si compone essenzialmente di due parti: nella prima vengono esaminati i caratteri speciali dell'AmigaDOS, nella seconda tutti i comandi (evidenziati in corsivo) disposti in ordine alfabetico. Oltre ai comandi appaiono spiegazioni relative ai device logici di sistema (come C:, DEVS: e così via) e a qualche altro elemento del sistema. Compaiono inoltre varie appendici e complementi relativi a Template, Mountlist, Errori e altro ancora. La guida risulterà utile anche agli utenti più esperti, specie in questa versione ipertestuale, come strumento rapido di consultazione, da tenere sempre a portata di mano per richiamare alla memoria un particolare comando o una opzione poco usata. Si è tenuto conto dei sistemi operativi 2.0, 2.1, 3.0 e 3.1, facendo solo fugaci riferimenti all'1.3 (sul quale la documentazione disponibile è più abbondante). Nell'intestazione di ogni comando compare il nome, la directory in cui si trova normalmente (locazione) e il template standard AmigaDOS. La locazione indica la directory in cui è reperibile il file all'interno del disco di boot (quello accessibile mediante il device logico SYS:); verrà usata la dicitura "Interno" per indicare i comandi interni della Shell, cioè quei comandi il cui codice è compreso nella Shell stessa. Per quanto riguarda i @{"template" LINK "template"} è importante acquisire dimestichezza con il loro formato, non solo per una più fruttuosa consultazione della Guida, ma anche per sapersi orientare nell'help che ogni comando visualizza da Shell quando si usi come argomento il carattere "?". Non troverete in questa guida spiegazioni sull'uso delle interfacce grafiche dei comandi che ne dispongono, come ED o HDToolBox, e nemmeno l'esame dei Parametri (Tool Types) dei programmi che possono anche essere lanciati da Workbench tramite icona. Si noti comunque che spesso esiste una perfetta corrispondenza tra i parametri utilizzabili da Shell e quelli accettati da Workbench. Per finire non troverete molti link ipertestuali all'interno del testo, ma basterà un DOPPIO CLICK su moltissime parole (nomi comandi, variabili, livelli di errore, ecc.) per visualizzare il testo corrispondente sotto 2.1 e 3.1 (non sotto 3.0). @endnode @node "Template" "Template" Template Quasi tutti i comandi AmigaDOS possono visualizzare un help relativo ai propri parametri. Tale help viene stampato sulla finestra della Shell quando i comandi vengono lanciati da una linea di comando che termina con un punto interrogativo. Ad esempio: RENAME ? produrrà l'output: FROM/A/M,TO=AS/A,QUIET/S: a questo punto il comando RENAME si pone in attesa di parametri da parte dell'utente, per poi eseguire l'operazione richiesta. La stringa che appare a video è appunto il template del comando e indica esattamente quali parametri il comando accetti e il loro tipo. I due punti finali non fanno parte del template. Un utente che non abbia mai usato il comando RENAME, ma che conosce bene i template AmigaDOS può a questo punto dedurre molte cose su comando RENAME (che come il nome fa intendere, serve a cambiare nome ai file): per esempio, che richiede due parametri obbligatori, il nome del file sorgente e quello destinazione; che, come sorgente, si può indicare più di un file; che esiste anche un parametro, QUIET, che può essere omesso e che probabilmente (stando all'esperienza maturata con altri comandi AmigaDOS) serve a evitare che RENAME stampi a video informazioni sulle operazioni in corso. Come è evidente, la conoscenza dei template AmigaDOS è in grado di aiutare notevolmente nell'uso della Shell. Vediamo quindi la struttura del template: ogni parametro è separato dal successivo da un virgola (,), mentre il tipo di parametro è indicato dal carattere che segue la barra (/). Ogni parametro può avere un sinonimo che viene indicato dal segno di uguale (=). Nel caso di RENAME, il segno di uguale indica che si possono usare "AS" e "TO" indifferentemente. TO=AS/A, -- -- - | | | | | --- tipo | | | --- sinonimo nome Il nome del parametro (o quello dell'eventuale sinonimo) funge anche da "parola chiave" (keyword) che può sempre essere usata con quel determinato parametro. La keyword deve essere separata dal nome usato come parametro con uno spazio o con il simbolo di uguale. Ad esempio, il comando CD ha come template: DIR che indica che richiede un solo parametro: il nome di una directory. Il comando CD si potrà dunque usare così: CD RAM: oppure così: CD DIR RAM: oppure ancora così: CD DIR=RAM: I parametri AmigaDOS possono comparire in qualsiasi ordine sulla linea di comando, a patto che venga usata anche la keyword corrispondente, altrimenti devono apparire nell'ordine indicato dal template stesso. Prendiamo nuovamente in considerazione il template di RENAME: FROM/A/M,TO=AS/A,QUIET/S il parametro FROM deve di regola apparire prima del parametro TO; ma tale regola può essere infranta, se si usa la keyword AS o TO: RENAME vecchio nuovo può dunque diventare: RENAME AS nuovo vecchio RENAME AS nuovo FROM vecchio Le parole chiave sono anche parole riservate: ciò significa che se un comando permette il parametro "FROM", quel comando tende sempre a interpretare la parola "FROM" come keyword. Se "from" è il nome del file cui vogliamo cambiare nome, il comando: RENAME from pippo non funzionerà come speriamo, ma emetterà il seguente messaggio di errore: manca un parametro obbligatorio Infatti, la parola "from" viene interpretata come keyword e la linea di comando citata corrisponde esattamente a: RENAME pippo in cui è evidente la mancanza di un parametro obbligatorio: il nome del file destinazione. Ricordiamo anche che i nomi dei file AmigaDOS possono contenere degli spazi, a patto che vengano racchiusi tra virgolette doppie: RENAME "vecchio 1" "nuovo 1" Elenchiamo ora i tipi di parametri disponibili, ricordando tra parentesi il nome inglese cui fa riferimento il carattere usato assieme alla barra. Ogni parametro può avere più di un tipo. /A Il parametro è obbligatorio e non può essere omesso (A sta per ALWAYS, sempre). /K Se si usa il parametro, la keyword è obbligatoria e non può essere omessa (K sta per KEYWORD, parola chiave). /M Il parametro può essere composto da più nomi (M sta per MULTIPLE, multiplo). /S Il parametro è costituito dalla keyword stessa e non deve essere seguito da un nome (S sta per SWITCH, interruttore). /N Il parametro deve essere un numero (N sta per NUMERIC, numerico). /F Il parametro deve apparire alla fine della linea di comando e può essere costituito da più nomi (F sta per FINAL, finale). Vediamo ora alcuni casi. FROM/A/M Il parametro è obbligatorio (/A); può essere costituito da più nomi (/M); la kewyord FROM è opzionale (manca infatti /K). Esempi: comando vecchio comando FROM vecchio comando vecchio1 vecchio2 BUF=BUFFER/K/N Il parametro è opzionale (manca infatti /A); per usarlo è necessario indicare la keyword BUF o BUFFER (/K), il nome deve essere un numero (/N). Esempi: comando comando BUF 30 comando BUF=30 comando BUFFER 30 QUIET/S Il parametro è opzionale; per usarlo basta indicare QUIET. Esempi: comando comando QUIET @endnode @node "Caratteri speciali" "Caratteri speciali" Caratteri speciali ` @{"accento grave (backtick)" LINK "backtick"} + @{"addizione" LINK "addizione"} * @{"asterisco" LINK "asterisco"} / @{"barra" LINK "barra"} \\ @{"barra rovesciata" LINK "barra rovesciata"} $ @{"dollaro" LINK "dollaro"} : @{"due punti" LINK "due punti"} Esc @{"escape" LINK "escape"} . @{"punto" LINK "punto"} ? @{"punto di domanda" LINK "punto di domanda"} ; @{"punto e virgola" LINK "punto e virgola"} > >> < <> @{"redirezione" LINK "redirezione"} " @{"virgolette" LINK "virgolette"} #?()|~%[]-' @{"wildcard" LINK "wildcard"} @endnode @node "backtick" "` (accento grave)" ` (accento grave) Dal 2.0 l'accento grave o backtick (tasto posto sotto ESC) serve a definire una stringa che la Shell eseguirà prima di interpretare il resto della linea di comando. L'output generato verrà inserito nella linea di comando al posto dei caratteri compresi tra i due accenti gravi. Per inserire in una stringa l'accento grave, evitando che la Shell lo interpreti immediatamente, si può farlo precedere dal carattere "*": può essere utile con il comando PROMPT. Esempi: echo "Oggi è `date`" prompt "Oggi è *`date*`" @endnode @node "addizione" "+ (addizione)" + (addizione) Se una linea di comando termina con uno spazio seguito da "+", la Shell attende una nuova linea di comando prima di eseguire quella corrente. Il segno più si usa soprattutto con RUN per eseguire più comandi in background uno dopo l'altro. La sequenza di queesti comandi può essere interrotta con la combinazione da tastiera Control-D. Esempi: RUN CD T: + DIR @endnode @node "asterisco" "* (asterisco)" * (asterisco) 1) L'asterisco indica in una linea di comando Shell il canale di output corrente (di default è la console corrente). Dal 3.0 è dichiarato obsoleto: al suo posto è consigliato l'uso della pseudo-device CONSOLE (vedere). Esempi: copy prova to * Mediante alcuni programmi PD è possibile affiancare alla wildcard standard "#?" il carattere "*", utilizzato da shell Unix e MS-DOS. In certi casi, per evitare che la Shell lo interpreti come simbolo della finestra della console corrente, si può usare "**". Esempi: list c:* list *.iff list ** 2) All'interno delle virgolette l'asterisco serve invece a introdurre dei caratteri speciali: *e Escape (1B esadecimale) *n Carriage Return (a capo, 0A esadecimale) *" " ** * *` ` (accento grave, backtick) *$ $ Esempi: echo "Cambio di*n*"riga*"" @endnode @node "barra" "// (barra)" / (barra) Separa ogni elemento dell'albero di un file system. Usata da sola o ripetuta dopo un nome indica di risalire di un livello nell'albero di un file system. Esempi: cd SYS:devs/dosdrivers cd / cd SYS:devs/dosdrivers// cd SYS:devs//devs/dosdrivers/ @endnode @node "barra rovesciata" "\ (barra rovesciata)" \\ (barra rovesciata) In combinazione con il tasto Control chiude una finestra CON : e l'eventuale Shell che la usa (corrisponde a ENDSHELL o ENDCLI). @endnode @node "dollaro" "$ (dollaro)" $ (dollaro) 1) Il dollaro viene usato negli script all'interno del nome di un argomento per indicare il valore di default (si veda .DEF in comandi punto). Esempi: .key NOME echo echo 2) In uno script AmigaDOS all'interno delle parentesi "<>" il doppio dollaro indica il numero del processo CLI corrente. Esempi: .key NOME echo "Il mio numero di processo CLI è" <$$> 3) Il dollaro precede anche i nomi delle variabili il cui valore si imposta mediante i comandi SET (variabile locale visibile solo dalla Shell corrente) o SETENV (variabile globale comune a tutte le Shell). Per indicare una variabile si può anche usare l'espressione: ${nome} che è equivalente a: $nome la prima forma è utile per concatenare una stringa con il contenuto di una variabile; ad esempio: set disco "RAM:" echo ${disco}directory Esempi: set tot 10 setenv total 10 echo $tot $total Esistono alcune variabili locali dal significato speciale: RC contiene il livello di errore restituito dall'ultimo comando eseguito (si veda IF). RESULT2 contiene il codice di errore restituito dall'ultimo comando eseguito (si veda Fault, Why ed Errori AmigaDOS). PROCESS contiene il numero del processo CLI corrente. ECHO se posto a "ON", la Shell stampa tutti i comandi prima di eseguirli: è molto utile per il debug degli script e della Startup-Sequence. OLDREDIRECT attiva una gestione della redirezione compatibile con l'1.3 (vedere redirezione) Esistono anche variabili globali create dalla Startup-Sequence standard: KICKSTART contiene numero di versione del Kickstart (quello di solito in ROM). WORKBENCH contiene numero di versione del Workbench (quello sui dischi di sistema). @endnode @node "due punti" ": (due punti)" : (due punti) Subito dopo un nome indica che si tratta di un device (o handler), di un volume o di una directory logica. Usato da solo, indica la radice (cioè la directory che contiene tutte le altre directory) del file system corrente (il file system corrente si imposta con il comando CD). Esempi: cd RAM:T cd : @endnode @node "escape" "Esc (escape)" Esc (escape console) Il tasto Esc, la combinazione di tasti Control-[ o l'espressione "*e" all'interno delle virgolette inseriscono nella linea di comando il codice 27 (1B esadecimale), detto Escape. Tale carattere può essere usato per introdurre sequenze ANSI X3.64 o Amiga che hanno il sequente significato per la console (il carattere "$" indica un numero): Escc riporta la finestra alla condizione di default EscD a capo EscE a capo e ritorno a inizio linea EscM in su di una linea Esc[0m riporta i modi grafici alla condizione di default Esc[1m neretto Esc[22m annulla neretto Esc[3m corsivo Esc[23m annulla corsivo Esc[4m sottolineato Esc[24m annulla sottolineato Esc[7m inverso Esc[27m annulla inverso Esc[8m usa il colore 0 per testo e sfondo Esc[28m annulla il comando precedente Esc[3$m usa il colore 0-7 per il testo Esc[39m usa il colore di default (1) per il testo Esc[4$m usa il colore 0-7 per lo sfondo Esc[49m usa il colore di default (0) per lo sfondo Esc[$u $ = numero di colonne per linea Esc[u ripristina la gestione automatica del numero di colonne per linea Esc[$t $ = numero di linee per pagina Esc[t ripristina la gestione automatica del numero di linee per pagina Esc[$x $ = numero di pixel dal bordo sinistro Esc[x ripristina la gestione automatica del bordo sinistro Esc[$y $ = numero di pixel dal bordo destro Esc[y ripristina la gestione automatica del bordo destro Esc[0 p rende il cursore invisibile (velocizza la stampa) Esc[ p rende il cursore visibile (default) Esc[$A sposta il cursore in su di $ linee Esc[$B sposta il cursore in giù di $ linee Esc[$C sposta il cursore in avanti di $ colonne Esc[$D sposta il cursore indietro di $ colonne Esc[$E sposta il cursore all'inizio della linea successiva Esc[$F sposta il cursore all'inizio della linea precedente Esc[$;$H sposta il cursore alla linea $ e alla colonna $ Esc[J cancella fino alla fine della finestra Esc[K cancella fino alla fine della linea Esc[L sovrascrive la linea corrente Esc[M cancella la linea corrente Esc[$P $ = numero di caratteri da cancellare Esc[>1l disabilita scroll Esc[>1h abilita scroll (default) Esc[?1l disabilita a capo automatico a fine linea Esc[?1h abilita a capo automatico a fine linea (default) Esc[$S $ = numero di linee da scrollare verso l'alto Esc[$T $ = numero di linee da scrollare verso il basso Esc[$I $ = numero di TAB da effettuare Esc[$W $ = 0 imposta alla colonna corrente la posizione di una TAB = 2 cancella la TAB corrente = 5 cancella tutte le TAB Esc[$Z torna indietro sulla linea fino alla TAB $ Esc[20h va a inizio linea quando arriva il carattere di a capo (default) Esc[20l non va a inizio linea quando arriva il carattere di a capo Esc (escape stampante) Le sequenze di escape possono essere inviate alla stampante mediante l'handler (o device) PRT: (non funzionano invece se inviate mediante PAR: o SER:). Alcune sequenze sono le stesse usate per la console. Quali sequenze producano un effettivo risultato (e quale sia questo risultato) dipende dal driver della stampante e dalla stampante collegata: va dunque verificato caso per caso. Ad esempio, se una stampante non ha un modo NLQ (Near Letter Quality), l'invio del codice corrispondente potrebbe abilitare il Doublestrike o magari disabilitare la stampa bidirezionale. Escc reset della stampante Esc#1 inizializza con le preferenze di default EscD a capo EscE a capo e ritorno a inizio linea EscM in su di una linea EscL in su di mezza linea EscK in giù di mezza linea Esc[0m normalizza stile Esc[1m neretto Esc[22m disabilita neretto Esc[3m corsivo Esc[23m disabilita corsivo Esc[4m sottolineato Esc[24m disabilita sottolineato Esc[3$m usa il colore 0-9 per il testo Esc[4$m usa il colore 0-9 per lo sfondo Esc[0w pitch normale (Pica) Esc[2w pitch Elite Esc[1w disabilita Elite Esc[4w Condensed (compresso) Esc[3w disabilita Condensed (compresso) Esc[6w Enlarged (allargato) Esc[5w disabilita Enlarged (allargato) Esc[2v Superscript Esc[1v disabilita Superscript Esc[4v Subscript Esc[3v disabilita subscript Esc[6"z Shadow Esc[5"z disabilita Shadow Esc[4"z Doublestrike Esc[3"z disabilita Doublestrike Esc[2"z NLQ (Near Letter Quality) Esc[1"z disabilita NLQ Esc[0v torna allo stile normale Esc[2p stampa proporzionale Esc[1p disabilita stampa proporzionale Esc[0p annulla stampa proporzionale Esc[$ E $ = offset da usare con la stampa proporzionale Esc[0z spaziatura 1/8" (8 righe per pollice) Esc[1z spaziatura 1/6" (6 righe per pollice) Esc[$t $ = lunghezza pagina in righe Esc[$q salta $ linee alla fine della pagina Esc[0q non saltare linee alla fine della pagina Esc[$;$r $ = margine superiore e inferiore Esc[$;$s $ = margine sinistro e destro Esc#9 attiva margine sinistro Esc#0 attiva margine destro Esc#8 attiva margine superiore Esc#2 attiva margine inferiore Esc#3 annulla tutti margini Esc[5 F giustificazione automatica a sinistra Esc[7 F giustificazione automatica a destra Esc[6 F giustificazione automatica da entrambi i lati Esc[0 F disabilita giustificazione automatica da entrambi i lati Esc[3 F letter space Esc[1 F centra parola EscH imposta TAB orizzontale alla colonna corrente Esc[0g annulla il TAB orizzontale Esc[3g annulla tutti i TAB orizzontali EscJ imposta TAB verticale alla riga corrente Esc[1g annulla il TAB verticale Esc[4g annulla tutti i TAB verticali Esc#4 annulla tutti i TAB orizzontali e verticali Esc#5 abilita i TAB di default Esc[$"r invia alla stampante i successivi $ caratteri così come sono, senza alcuna interpretazione (si possono così inserire codici di controllo specifici per una determinata stampante) Esc(B usa set di caratteri USA o font 0 (default) Esc(R usa set di caratteri francese o font Line Esc(K usa set di caratteri tedesca o font Pica Esc(A usa set di caratteri inglese o font Elite Esc(E usa set di caratteri danese o font Helvetica Esc(H usa set di caratteri svedese o font Times Roman Esc(Y usa set di caratteri italiana o font Gothic Esc(Z usa set di caratteri spagnola o font Script Esc(J usa set di caratteri giapponese o font Prestige Esc(6 usa set di caratteri norvegese o font Caslon Esc(C usa set di caratteri danese II o font Orator Per quanto riguarda i font, la corrispondenza è solo consigliata. Il comportamento va quindi verificato direttamente con la propria stampante. @endnode @node "punto" ". (punto)" . (punto) Il punto (dot) introduce particolari comandi che funzionano solo negli script AmigaDOS. I "comandi dot" devono comparire all'inizio dello script, prima di qualsiasi altro comando, e il punto non deve essere preceduto sulla linea da altri caratteri. . Una linea vuota: non deve essere seguito da alcun carattere. Non viene mai usato. .spazio Introduce una linea di commento: è analogo a ";" (punto e virgola) che va preferito. Non viene mai usato. .KEY .K Introduce la linea che contiene il template (vedere) degli argomenti. Nel template non devono comparire spazi al di fuori delle virgolette. Esempi: .key FROM,TO echo .key FILE/A,DIR/A echo .BRA .KET Modificano rispettivamente il carattere che segnala l'inizio e la fine del nome di un argomento (di default sono "<" e ">"). Sono utili per evitare confusioni con la redirezione (vedere). Esempi: .key ARG1,ARG2 .bra { .ket } echo {ARG1} {ARG2} .DEF Definisce in via generale il valore che un argomento deve assumere di default, cioè quando non viene indicato sulla linea di comando dall'utente. Se non si usa .DEF, quando si usa l'argomento in uno script, si può anche indicare il valore di default che deve assumere in quella particolare occasione mediante il carattere "$" (vedere dollaro). Esempi: .key Nome,Cognome .def Nome "Ignoto" echo Nome: Cognome: echo Nome: Cognome: .DOL .DOLLAR Modifica il carattere che precede il valore che un determinato argomento deve assumere di default. Normalmente è il carattere "$" (vedere dollaro) che serve anche a introdurre le variabili. Esempi: .key Nome .dol @ echo .DOT Modifica il carattere che introduce i comandi dot. Esempi: .key ARG1 .dot # #def ARG1 "Default" @endnode @node "punto di domanda" "? (punto di domanda)" ? (punto di domanda) Il punto di domanda ha due usi: nelle wildcard (vedere) e con i template (vedere). Se si pone come ultimo carattere di una linea di comando il punto di domanda, i comandi AmigaDOS inviano in output il template, leggono una stringa dall'input corrente (di default la console corrente) ed eseguono la linea originale aggiungendovi quanto è stato letto dall'input corrente. Lo scopo principale è offrire un aiuto all'utente, che può così avere a disposizione un piccolo elenco delle opzioni disponibili con quel comando (il template appunto). In combinazione con la redirezione (vedere), tale caratteristica può essere usata per creare script sofisticati. Grazie alla redirezione, la stringa può essere letta infatti da un file esterno o dalla console corrente. Se ciò risultava molto utile sotto 1.3 per le limitazioni della Shell, a partire dal 2.0 le migliorie introdotte nella gestione delle variabili hanno reso meno significativa questa caratteristica. Può essere utile comunque per chiedere all'utente una stringa di caratteri mediante SET, con un costrutto di questo tipo: ECHO "Scrivi qualcosa: " NOLINE SET >NIL: var TO NIL: ? dopo di che, la variabile $var conterrà la stringa inserita dall'utente, come si può verificare eseguendo: ECHO $var @endnode @node "punto e virgola" "; (punto e virgola)" ; (punto e virgola) Introduce un commento che termina alla fine della linea. @endnode @node "redirezione" "> >> < <> (redirezione)" > >> < <> (redirezione) Il simboli di maggiore e minore servono a deviare l'input o l'output di un qualsiasi comando dalla console corrente a un altro file. Tale opzione si chiama "redirezione": >file invia l'output del comando verso "file" >>file accoda l'output del comando a "file" file devia sia input che output verso file "<>" funziona solo con file di tipo "CON:". Sotto 1.3 il simbolo doveva comparire subito dopo il nome del comando, dal 2.0 può comparire in qualsiasi punto della linea di comando. Negli script, "<" e ">" vengono usati di default per indicare gli argomenti. Per evitare confusioni si possono usare .BRA e .KET (vedere punto). ">>" dal 2.0 crea il file se non esiste, sotto 1.3 funzionava solo se il file preesisteva. Si può sempre attivare la gestione della redirezione tipica dell'1.3 con il comando: Set oldredirect on Può essere utile quando si crea uno script per testarne la compatibilità. @endnode @node "virgolette" "virgolette" " (virgolette) Possono racchiudere gli argomenti passati a un comando. Sono necessarie per usare nomi di file che comprendono uno spazio, per indicare un nome vuoto (che con alcuni comandi indica la directory corrente), per usare i codici di escape (vedere asterisco). Esempi: COPY "Ram Disk:prova" T: COPY T: "" ECHO "1*n2*n3*n" @endnode @node "wildcard" "#?()|~%[]-' (wildcard)" #?()|~%[]-' (wildcard) Le wildcard servono a indicare ai comandi AmigaDOS più nomi (di file normalmente) con una sola stringa. I caratteri speciali indicati, infatti, possono "stare al posto di" altri caratteri secondo queste regole: ? punto interrogativo: qualsiasi carattere # cancelletto: zero o più caratteri identici a quello immediatamente successivo #? qualsiasi sequenza di zero o più caratteri | barra verticale: la stringa che precede o la stringa che segue % percentuale: nessun carattere (è utile in congiunzione con "|") [] parentesi quadre: l'insieme dei caratteri inclusi tra le parentesi - meno: all'interno delle parentesi quadre, i caratteri compresi secondo l'ordine alfabetico (più esattamente ASCII) tra il carattere che precede e quello che segue ~ tilde: qualsiasi stringa o insieme di caratteri tranne quelli che seguono () parentesi tonde: la stringa compresa tra le parentesi (si usa di solito in congiunzione con "|" e "~") ' apostrofo: se il carattere che segue è una wildcard, deve essere preso letteralmente Esempi: abc|def sia "abc" che "def" (abc|def)#? tutti i nomi che iniziano con "abc" e "def" #?.[cho] tutti i nomi che terminano con ".c", ".h" e ".o" #?[0-9] tutti i nomi che terminano con un numero #?[~0-9] tutti i nomi che non terminano con un numero '? il nome "?" @endnode @node "Comandi" "Comandi, directory e file AmigaDOS" 8 @{" 8SVX " LINK "8SVX"} A @{" A2024 " LINK "A2024"}@{" AddBuffers " LINK "AddBuffers"}@{" AddDataTypes " LINK "AddDataTypes"}@{" AddMonitor " LINK "AddMonitor"}@{" Alias " LINK "Alias"}@{" AmigaGuide " LINK "AmigaGuide"}@{" ANIM " LINK "ANIM"} @{" Ask " LINK "Ask"}@{" Assign " LINK "Assign"}@{" AutoPoint " LINK "AutoPoint"}@{" AUX: " LINK "AUX"}@{" Avail " LINK "Avail"} B @{" BindDrivers " LINK "BindDrivers"}@{" BindMonitor " LINK "BindMonitor"}@{" Blanker " LINK "Blanker"}@{" Break " LINK "Break"}@{" BRU " LINK "BRU"} C @{" C: " LINK "C"}@{" Calculator " LINK "Calculator"}@{" CD " LINK "CD"}@{" CD0: " LINK "CD0"}@{" CDXL " LINK "CDXL"}@{" ChangeTaskPri " LINK "ChangeTaskPri"}@{" Classes " LINK "Classes"}@{" CLI " LINK "CLI"} @{" ClickToFront " LINK "ClickToFront"}@{" Clipboard " LINK "Clipboard"}@{" CLIPS: " LINK "CLIPS"}@{" Clock " LINK "Clock"}@{" CMD " LINK "CMD"}@{" Colors " LINK "Colors"}@{" Commodities " LINK "Commodities"} @{" CON: " LINK "CON"}@{" ConClip " LINK "ConClip"}@{" CONSOLE: " LINK "CONSOLE"}@{" Copy " LINK "Copy"}@{" CPU " LINK "CPU"}@{" CrossDOS " LINK "CrossDOS"} D @{" Datatypes " LINK "Datatypes"}@{" Date " LINK "Date"}@{" DblNTSC " LINK "DblNTSC"}@{" DblPAL " LINK "DblPAL"}@{" Delete " LINK "Delete"}@{" DEVS: " LINK "DEVS"}@{" DF0: " LINK "DF0"}@{" Dir " LINK "Dir"} @{" DiskChange " LINK "DiskChange"}@{" DiskCopy " LINK "DiskCopy"}@{" DiskDoctor " LINK "DiskDoctor"}@{" Display " LINK "Display"}@{" DPat " LINK "DPat"} E @{" Echo " LINK "Echo"}@{" Ed " LINK "Ed"}@{" Edit " LINK "Edit"}@{" Else " LINK "Else"}@{" EndCLI " LINK "EndCLI"}@{" EndIf " LINK "EndIf"}@{" EndShell " LINK "EndShell"}@{" EndSkip " LINK "EndSkip"}@{" ENV: " LINK "ENV"} @{" ENVARC: " LINK "ENVARC"}@{" Euro36 " LINK "Euro36"}@{" Euro72 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"Search"}@{" SER: " LINK "SER"}@{" Serial " LINK "Serial"}@{" Set " LINK "Set"}@{" SetClock " LINK "SetClock"}@{" SetDate " LINK "SetDate"} @{" SetEnv " LINK "SetEnv"}@{" SetFont " LINK "SetFont"}@{" SetKeyboard " LINK "SetKeyboard"}@{" SetMap " LINK "SetMap"}@{" SetPatch " LINK "SetPatch"}@{" Shell-Startup " LINK "Shell-Startup"} @{" ShowConfig " LINK "ShowConfig"}@{" Skip " LINK "Skip"}@{" Sort " LINK "Sort"}@{" Sound " LINK "Sound"}@{" SPat " LINK "SPat"}@{" SPEAK: " LINK "SPEAK"}@{" Stack " LINK "Stack"}@{" Startup-Sequence " LINK "Startup-Sequence"} @{" Status " LINK "Status"}@{" Storage " LINK "Storage"}@{" Super72 " LINK "Super72"}@{" SYS: " LINK "SYS"} T @{" T: " LINK "T"}@{" TCC " LINK "TCC"}@{" TCO " LINK "TCO"}@{" TE " LINK "TE"}@{" Time " LINK "Time"}@{" TS " LINK "TS"}@{" Type " LINK "Type"} U @{" UnAlias " LINK "UnAlias"}@{" UnSet " LINK "UnSet"}@{" UnSetEnv " LINK "UnSetEnv"}@{" User-Startup " LINK "User-Startup"} V @{" Version " LINK "Version"}@{" VGAOnly " LINK "VGAOnly"} W @{" Wait " LINK "Wait"}@{" WaitForPort " LINK "WaitForPort"}@{" WBPattern " LINK "WBPattern"}@{" WBStartup " LINK "WBStartup"}@{" WDisplay " LINK "WDisplay"}@{" Which " LINK "Which"}@{" Why " LINK "Why"} @endnode @node "8SVX" "8SVX" Nome: 8SVX Locazione: Devs/Datatypes/ Template: -- File di descrizione del Datatypes (vedere) che permette di leggere dati audio in formato 8SVX. Introdotto dal 3.0. @endnode @node "A2024" "A2024" Nome: A2024 Locazione : Storage/Monitors/ Template : -- Vedi Monitors @endnode @node "AddBuffers" "AddBuffers" Nome: AddBuffers Locazione: C/ Template : DRIVE/A,BUFFERS/N AddBuffers permette di aggiungere o togliere dei buffer ai device AmigaDOS. Ogni buffer è lungo 512 byte. Un numero elevato di buffer accelera le operazioni di lettura e scrittura. Se il numero diventa troppo elevato, però, le operazioni tendono a rallentare. I valori di default sono 5 per i floppy e 30 per le partizioni degli hard disk. Il numero di buffer delle partizioni su hard disk può essere modificato in modo permanente anche mediante HDtoolbox. DRIVE/A: nome del device (floppy, partizione hard disk...). BUFFERS/N: il numero di buffer da aggiungere o togliere. Dal 2.0 un valore negativo indica il numero di buffer da rimuovere. Se tale parametro viene omesso, il comando restituisce il numero di buffer in uso. Esempi: ADDBUFFERS DF0: ADDBUFFERS DF0: 10 ADDBUFFERS DF0: -5 @endnode @node "AddDataTypes" "AddDataTypes" Nome: AddDataTypes Locazione: C/ Template : FILES/M,QUIET/S,REFRESH/S Il sistema dei DataTypes è stato introdotto con il 3.0. Permette a tutti i programmi compatibili di leggere file di diverso tipo utilizzando risorse di sistema condivise; un esempio di programma di questo tipo è MultiView fornito con i sistemi operativi 3.0 e 3.1. I file che descrivono i tipi di file stanno in Devs/DataTypes/, mentre in Classes/DataTypes/ stanno risorse utilizzate per leggere i file gestiti mediante il sistema dei DataTypes. Il comando aggiunge un DataTypes alla lista gestita dal sistema. Tale comando viene usato normalmente solo dal sistema durante la Startup-Sequence o in uno script di installazione di DataTypes. FILES/M: nomi dei file che descrivono i DataTypes da aggiungere al sistema. QUIET/S: inibisce l'emissione di messaggi di errore. REFRESH/S: obbliga il comando a riesaminare la directory DEVS:DataTypes aggiornando la lista dei DataTypes. Esempi: AddDataTypes REFRESH QUIET @endnode @node "AddMonitor" "AddMonitor" Nome: AddMonitor Locazione: System/AddMonitor Template : NUM/N/A,NAME/A,HBSTRT/K,HBSTOP/K,HSSTRT/K,HSSTOP/K,VBSTRT/K, VBSTOP/K,VSSTRT/K,VSSTOP/K,MINROW/K,MINCOL/K,TOTROWS/K,TOTCLKS/K,BEAMCON0/K AddMonitor compare solo sotto 2.0. Serve ad aggiungere al sistema un nuovo monitor. Viene utilizzato dalla Startup-Sequence standard del 2.0 mandando in esecuzione gli script AmigaDOS contenuti nella directory SYS:Monitors/. Tali script sono contenuti normalmente nella directory SYS:MonitorStore/; sta all'utente copiarli in SYS:Monitor perché siano attivati ad ogni reset. Dei vari argomenti sono documentati solo NUM e NAME. Gli altri definiscono parametri che il chipset grafico di Amiga utilizza per generare lo schermo video: ogni modifica può risultare pericolosa per i monitor. NUM/N/A: numero del modo video da aggiungere al sistema (1 NTSC, 2 PAL, 3 Multiscan, 4 A2024). NAME/A: nome da usare per il monitor da aggiungere al sistema. Esempi: AddMonitor NUM=4 NAME=a2024.monitor @endnode @node "Alias" "Alias" Nome: Alias Locazione: Interno Template : NAME,STRING/F Crea uno pseudonimo che può essere usato al posto di un comando. Viene usato per velocizzare e facilitare l'inserimento di comandi complessi da tastiera. Lo pseudonimo può riferirsi al solo nome di un comando oppure a un'intera linea. Quando lo pseudonimo viene usato, la Shell ne sostituisce il nome con la stringa e aggiunge in coda il resto della linea di comando. Nel parametro STRING si può inserire l'espressione "[]" per indicare il punto esatto in cui deve comparire il resto della linea. Se non si usa alcun parametro, Alias visualizza l'elenco degli pseudonimi già definiti con le stringhe che sostituiscono. Gli pseudonimi sono locali, cioè possono variare da Shell a Shell. Quando si crea una nuova Shell con il comando NewShell, la nuova Shell eredita gli pseudonimi definiti per la Shell genitrice. Per eliminare uno pseudonimo si deve utilizzare il comando UnAlias. NAME: nome dello pseudonimo. STRING/F: stringa che va sostituita allo pseudonimo quando viene usato, può contenere "[]" per indicare dove andrà inserito il resto della linea di comando. Esempi: ALIAS cpram copy [] RAM: cpram df0:#? @endnode @node "AmigaGuide" "AmigaGuide" Nome: AmigaGuide Locazione: Utilities/ Template : DATABASE,DOCUMENT/K,LINE/N,PUBSCREEN/K,PORTNAME/K,REQUESTER/S,XREF/K AmigaGuide (v. 34.3) permette di visualizzare file di ipertesto in formato AmigaGuide. Il comando non viene fornito con il sistema operativo, ma è stato distribuito da Commodore separatamente attraverso il circuito di pubblico dominio e funziona anche sotto 1.3. Sotto 3.0 e 3.1 è stato sostituito da MultiView che legge i file AmigaGuide mediante il sistema dei DataTypes (grazie a un descrittore chiamato AmigaGuide in Devs/Datatypes). Esistono solo leggere differenze tra AmigaGuide e MultiView. AmigaGuide permette anche di leggere normali testi ASCII; è dotato inoltre di porta ARexx mediante la quale è possibile eseguire qualsiasi comando. Può gestire più file contemporaneamente mediante tavole di riferimenti incrociati (XREF). Il programma usa le sequenti variabili ambiente poste in ENV:: AmigaGuide/Path: elenco delle directory in cui ricercare i file di ipertesto. AmigaGuide/Text: indica il modo (BUTTON, UNDERLINE, BOLD, ITALIC) in cui devono essere visualizzate le parole cui è associato un legame ipertestuale. AmigaGuide/Pens: contiene otto cifre che indicano i colori da utilizzare per la visualizzazione, in quest'ordine: sfondo, testo pulsante, sfondo pulsante, testo pulsante selezionato, sfondo pulsante selezionato, outline, outline selezionato, testo. DATABASE: il file di ipertesto da consultare. DOCUMENT/K: il nodo dell'ipertesto da visualizzare. LINE/K: la prima linea del documento da visualizzare (non implementato). PUBSCREEN/K: il nome dello schermo pubblico su cui si deve aprire la finestra del programma. PORTNAME/K: il nome della porta ARexx con cui controllare AmigaGuide. XREF/K: il nome del file da caricare che contiene i riferimenti incrociati. REQUESTER/S: non documentato. Esempi: AMIGAGUIDE topolino.guide DOCUMENT pluto SETENV AmigaGuide/Text UNDERLINE SETENV AmigaGuide/Path "Workbench:Doc Work:Doc" SETENV AmigaGuide/Pens 01223311 @endnode @node "ANIM" "ANIM" Nome: ANIM Locazione: Devs/Datatypes/ Template: -- File di descrizione del Datatypes (vedere) che permette di leggere animazioni in formato IFF ANIM. Introdotto dal 3.1. @endnode @node "Ask" "Ask" Nome: Ask Locazione: Interno Template : PROMPT/A Ask consente di stampare a video una stringa (PROMPT) e di attendere che l'utente immetta da tastiera la stringa "y" o "n". Se l'utente immette "y", il programma imposta il livello di errore 5. Può essere usato in uno script con IF WARN per modificarne il comportamento in funzione dell'utente. PROMPT/A: stringa da visualizzare Esempi: ASK "Vuoi finire?" IF WARN QUIT ENDIF @endnode @node "Assign" "Assign" Nome: Assign Locazione: C/ Template : NAME,TARGET/M,LIST/S,EXISTS/S,DISMOUNT/S,DEFER/S,PATH/S,ADD/S, REMOVE/S,VOLS/S,DIRS/S,DEVICES/S Assign permette di gestire i device del DOS (handler o device, volumi e directory logiche); in particolare, consente di creare directory logiche come ENV: o LIBS:. Chiamato senza parametri visualizza l'elenco dei volumi disponibili, quelle delle directory logiche e quello degli handler (come avviene con il prametro LIST). NAME: nome della directory logica (deve terminare con due punti); se non appare nessun altro parametro, la directory logica verrà eliminata, senza modificare in alcun modo la directory fisica a cui era collegata e i file in essa contenuti. Se si usa il parametro DISMOUNT il nome può essere quello di un handler. TARGET/M: nomi delle directory da associare alla directory logica specificata in NAME; ogni eventuale assegnamento preesistente con lo stesso nome verrà rimpiazzato a meno che non si usi l'opzione ADD. LIST/S: visualizza l'elenco dei volumi disponibili, quello delle directory logiche e quello degli handler del DOS. Se un volume è inserito nel drive, al suo fianco apparirà la scritta "[Mounted]". Le directory logiche multiple sono segnalate dalla presenza del carattere "+", quelle create con DEFER sono poste entro i caratteri "<>", quelle create con PATH entro i caratteri "[]". EXISTS/S: visualizza le directory associate a una directory logica. DISMOUNT/S: rende invisibile al sistema un handler del DOS, è utile soprattutto ai programmatori; funziona anche con le directory logiche. Con l'1.3 si doveva usare REMOVE. DEFER/S: associa la directory logica a una directory che non verrà letta dall'AmigaDOS finché non si accede effettivamente alla directory logica; DEFER permette di associare una sola directory alla directory logica. PATH/S: funziona come DEFER, solo che in più il sistema rilegge la directory ogni volta che vi si accede, ciò è utile soprattutto con i floppy; ad esempio, se si assegna C: a DF0:C con l'opzione PATH, il sistema cercherà i comandi in DF0:C qualunque sia il disco inserito, anche se è stato sostituito. Con DEFER, invece, il disco contenuto nel drive al momento del primo accesso alla directory logica sarà richiesto anche ad ogni accesso successivo. ADD/S: permette di aggiungere un TARGET a una directory logica senza cancellare quelle preesistenti come avviene normalmente. REMOVE/S: elimina la directory specificata in TARGET dalla lista associata a una directory logica; se TARGET non viene indicato, verrà eliminata l'intera directory logica. VOLS/S: elenca i volumi conosciuti al sistema. DIRS/S: elenca le directory logiche esistenti. DEVICES/S: elenca gli handler del DOS riconosciuti dl sistema. N.B. I parametri ADD, REMOVE, PATH e DEFER sono mutualmente esclusivi. Esempi: ASSIGN K: RAM: DF0: ASSIGN K: DF0:C ADD ASSIGN K: DF0:C REMOVE ASSIGN K: DF0:C DEFER ASSIGN K: REMOVE ASSIGN K: DF0:C PATH ASSIGN K: EXISTS ASSIGN VOLS @endnode @node "AutoPoint" "AutoPoint" Nome: AutoPoint Locazione: Tools/Commodities/ Template : CX_PRIORITY/N/K E' una Commodities (vedere) che permette di attivare automaticamente la finestra che si trova sotto il puntatore del mouse. Per interrompere il programma si può usare Control-C, oppure, se è stato lanciato con RUN, mediante il comando BREAK. CX_PRIORITY/N/K: priorità del programma rispetto alle altre Commodities. Esempi: RUN >NIL: AUTOPOINT CX_PRIORITY 4 @endnode @node "AUX" "AUX" Nome: AUX Locazione: Storage/DOSDrivers/ Template : -- Questo handler del DOS (contenuto nel file L:Aux-Handler) assomiglia a CON:; se ne differenzia perché usa la porta seriale per l'input/output. Viene usato di solito per creare una Shell remota mediante un collegamento seriale con cavo Null-Modem. Si badi che sotto 2.0 non esiste il file "Storage/DOSDrivers/AUX": il suo ruolo è svolto, per AUX: come per gli altri handler del DOS, dal file Devs/Mountlist. Per usare AUX:, si deve prima montarlo mediante il comando Mount AUX: o (a partire dal 2.1) selezionando da Workbench l'icona AUX contenuta nel cassetto "Storage/DOSDrivers". Si può anche montare automaticamente AUX: a ogni boot se si trascina l'icona di AUX dal cassetto Storage/DOSDrivers/ al cassetto Devs/DOSDrivers/. Esempi: MOUNT AUX: NEWSHELL AUX: @endnode @node "Avail" "Avail" Nome: Avail Locazione: C/ Template : CHIP/S,FAST/S,TOTAL/S,FLUSH/S Avail visualizza la quantità di memoria disponibile nel sistema. Se non viene indicato alcun parametro, presenta un prospetto che indica la quantità di memoria presente, quella in uso, quella libera e la grandezza del blocco più ampio di memoria contigua. Ognuno di questi dati viene fornito per la memoria di tipo Chip (quella per grafica e audio), quella di tipo Fast e quella complessiva. CHIP/S: evidenzia solo la quantità di memoria Chip libera. FAST/S: evidenzia solo la quantità di memoria Fast libera. TOTAL/S: evidenzia la quantita totale di memoria libera. FLUSH/S: tenta di eliminare dalla memoria librerie e device che non sono in uso. Permette in certe occasioni di liberare un po' di memoria. Esempi: AVAIL TOTAL AVAIL FLUSH TOTAL @endnode @node "BindDrivers" "BindDrivers" Nome: BindDrivers Locazione: C/ Template : -- Monta i dispositivi descritti nei file contenuti nel cassetto Expansion del Workbench. Viene normalmente eseguito dalla Startup-Sequence. E' richiesto dalle schede hardware che non si autoconfigurano al reset di Amiga. Esempi: BINDDRIVERS @endnode @node "BindMonitor" "BindMonitor" Nome: BindMonitor Locazione: System/ Template : MONITORID/A,MONITORNAME/A Il comando, utilizzabile solo dagli utenti più esperti, permette di attribuire un nome ai modi video presenti nel sistema. Questo nome verrà poi usato dal requester del programma Preferences per la scelta dello schermo del Workbench (ScreenMode). MONITORID/A: un codice che indica il modo video. Il codice corrisponde a quelli che si ottengono a partire dai valori definiti nel file include graphics/displayinfo.h (presente per esempio nel Developer Update Kit e in molti compilatori commerciali) e va indicato come un valore esadecimale preceduto da "0x". MONITORNAME/A: il nome da associare al modo video. Esempi: BINDMONITOR 0x08000 AltaRisoluzione @endnode @node "Blanker" "Blanker" Nome: Blanker Locazione: Tools/Commodities/ Template : CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K,SECONDS/N/K, CYCLECOLORS/K,ANIMATION/K E' una Commodities (vedere) che spegne lo schermo dopo il periodo di inattività di tastiera e mouse stabilito dall'utente. Sullo schermo apparirà un'animazione che scompare non appena si preme un qualsiasi tasto o si sposta il mouse. Per bloccare il programma si può usare Control-C oppure BREAK. CX_PRIORITY/N/K: priorità del programma rispetto alle altre Commodities. CX_POPKEY/K: combinazione di tasti che attiva la finestra grafica del programma. CX_POPUP/K: YES attiva la finestra grafica al momento del lancio, NO la disabilita. SECONDS/N/K: numero di secondi di inattività necessari perché si spenga lo schermo. CYCLECOLORS/K: YES attiva la variazione ciclica dei colori durante l'animazione (2.1). ANIMATION/K: YES attiva l'animazione, NO la disabilita (2.1). Esempi: RUN >NIL: BLANKER CX_POPKEY "ralt b" SECONDS 30 CX_POPUP NO @endnode @node "Break" "Break" Nome: Break Locazione: C/ Template : PROCESS/A/N,ALL/S,C/S,D/S,E/S,F/S Break invia a un comando lanciato da Shell i segnali di interruzione (Break) corrispondenti alle combinazioni di tasti Control-C, Control-D, Control-E, Control-F. Control-C è in grado di interrompere la quasi totalità dei comandi AmigaDOS, mentre Control-D è adatto a interrompere l'esecuzione degli script AmigaDOS. PROCESS/A/N: numero di processo CLI da interrompere. Per sapere quale processo corrisponde a un determinato comando si può usare con il sistema dei backtick (accento grave) il comando STATUS con il parametro COMMAND (si veda l'esempio). ALL/S: invia tutti i segnali (default). C/S: invia Break C. D/S: invia Break D. E/S: invia Break E. F/S: invia Break F. Esempi: BREAK 1 C RUN DIR SYS: ALL BREAK `STATUS COMMAND DIR` @endnode @node "BRU" "BRU" Nome: BRU Locazione: Tools/ Template : -- BRU è un programma per fare i backup di hard disk. Viene fornito sul disco Commodore per l'installazione dell'hard disk. E' un programma compatibile con lo standard Unix e segue pertanto le sue regole dal punto di vista dei parametri. E' molto difficile da usare via Shell perche possiede decine di opzioni e si consiglia pertanto HDBackup, che mette a disposizione un'interfaccia grafica per BRU. Prima di usarlo occorre portare a 25000 byte lo stack della Shell mediante il comando STACK. Con BRU -h si ottiene un elenco in inglese di tutti i parametri disponibili. @endnode @node "C" "C:" Nome: C: Locazione: C/ Template : -- C: è la directory logica in cui si trova la maggior parte dei comandi Shell. Viene definita automaticamente all'accensione del computer e si riferisce di default alla directory C/ del disco con cui è avvenuto il boot (SYS:c). Se necessario, C: può essere assegnata a un'altra directory mediante il comando Assign oppure ad essa può essere aggiunta un'altra directory mediante l'opzione ADD di Assign (vedere esempio). C: è sempre presente nell'elenco delle directory in cui la Shell cerca i comandi da eseguire (vedere PATH). Esempi: ASSIGN C: SYS:c2 ADD @endnode @node "Calculator" "Calculator" Nome: Calculator Locazione: Tools/ Template: PUBSCREEN,TAPE/K Calculator è un programma che può essere lanciato sia da Shell che da Workbench. In entrambi i casi apre una interfaccia grafica che assomiglia a quella di una calcolatrice portatile con la quale è possibile effettuare semplici calcoli. A partire dal Workbench 2.1, se si specifica l'opzione TAPE viene simulato in una apposita finestra l'output su carta di una calcolatrice da tavolo. PUBSCREEN: nome opzionale dello schermo pubblico sul quale deve apparire la calcolatrice. Opzione presente dal 2.1. TAPE/K: descrizione della finestra di tipo RAW (vedere). Opzione presente dal 2.1. Esempi: CALCULATOR CALCULATOR TAPE RAW:10/10/180/180/Carta @endnode @node "CD" "CD" Nome: CD Locazione: Interno Template: DIR Ogni Shell possiede una directory corrente che costituisce la locazione in cui comincia a cercare i comandi e quella su cui opereranno i vari comandi quando non viene specificata un'altra directory. La directory corrente serve anche a interpretare i nomi dei file: infatti il percorso di un nome è sempre inteso come relativo alla directory corrente, a meno che non inizi con il nome di un device (ad esempio DF0:, Work:) o di una directory logica (ad esempio C:, DEVS:). Usato senza alcun parametro, CD visualizza il nome della directory corrente con tutto il percorso a partire dal nome del volume in cui la directory è contenuta; negli altri casi tenta di modificare la directory corrente. A partire dal 2.0 la Shell è in grado di modificare la directory corrente senza che si indichi esplicatamente CD: basta inserire al prompt il nome di una directory (CD implicito). Se si usa CD in questo modo, non è possibile usare wildcard come nome della directory e se in una delle directory comprese nel path della Shell è compreso un comando che ha lo stesso nome della directory, verrà eseguito il comando e non CD: l'esecuzione dei comandi ha dunque la precedenza sul CD implicito. Il nome della directory corrente può essere visualizzato automaticamente al prompt della Shell mediante l'opzione %S del comando PROMPT (vedere). DIR: nome della directory da rendere la directory corrente. Una barra indica di risalire di un livello nell'albero delle directory. I due punti indicano di risalire fino alla radice dell'albero. Il nome può anche essere una wildcard AmigaDOS. Se il nome viene omesso, CD visualizza il nome della directory corrente. Esempi: CD CD SYS:c CD / CD SYS:devs CD : CD de#? @endnode @node "CD0" "CD0" Nome: CD0 Locazione: Storage/DOSDrivers/ Template : -- CD0: è il nome attribuito di default al lettore di CD-ROM se presente nel sistema (viene fornito con il 3.1, con il CDTV e il CD32). Per rendere attivo il lettore su un Amiga (non su CDTV o CD32) occorre eseguire da Shell il comando: MOUNT CD0: oppure effettuare un doppio click sull'icona da Workbench. Se si desidera che CD0: sia avviato automaticamente ad ogni reset, si deve spostare l'icona del file "CD0" dal cassetto Storage/DOSDrivers al cassetto Devs/DOSDrivers oppure inserire nella User-Startup il comando sopra specificato. Il programma che permette di interpretare correttamente i CD-ROM è contenuto nel file CDFileSystem, presente a partire dalla versione 3.1 del sistema operativo e posto nella diretory L:. Esempi: MOUNT CD0: DIR CD0: @endnode @node "CDXL" "CDXL" Nome: CDXL Locazione: Devs/DataTypes/ Template : -- CDXL è un DataTypes che consente ai programmi che sfruttano tale sistema, come MultiView, di visualizzare animazioni (audio e video) realizzate in formato CDXL. Quest'ultimo è stato messo a punto da Commodore per il CDTV ed è ora disponibile sul CD32 e nel sistema operativo 3.1. Il programma di supporto che esegue la visualizzazione è cdxl.datatype posto nella directory Classes/DataTypes/. @endnode @node "ChangeTaskPri" "ChangeTaskPri" Nome: ChangeTaskPri Locazione: C/ Template : PRI=PRIORITY/A/N,PROCESS/K/N L'AmigaDOS è un ambiente realmente multitasking, a differenza del Macintosh, dell'MS-DOS e di Windows: se più programmi sono attivi in memoria il sistema distribuisce il tempo a disposizione fra tutti i programmi (task o processi) che lo richiedono. Per decidere l'ordine secondo il quale il tempo va accordato ai vari programmi, il sistema usa un numero che esprime la priorità del task. Più è alto tale valore, maggiore sarà la probabilità che quel programma abbia a disposizione del tempo per l'esecuzione e quindi minori saranno i tempi di attesa per quel programma. ChangeTaskPri permette di modificare la priorità della Shell corrente o di altre Shell. Ogni Shell viene individuata mediante un numero progressivo che parte da 1 e che di default viene visualizzato dal prompt (vedere) della Shell. I programmi lanciati da una Shell ereditano la sua priorità e lo stesso dicasi per le nuove Shell create con il comando NewShell. Per visualizzare un elenco delle varie Shell e delle relative priorità si può usare il comando STATUS FULL (vedere). PRI=PRIORITY/A/N: priorità da utilizzare. In teoria il valore deve essere compreso tra -128 e +127; in pratica, è meglio non superare il valore 4 per non interferire con i processi di sistema. PROCESS/K/N: numero che individua la Shell di cui si deve modificare la priorità. Se viene omesso, si sottintende la Shell da cui è stato lanciato il comando. Esempi: STATUS FULL CHANGETASKPRI 2 CHANGETASKPRI 3 PROCESS 3 STATUS FULL @endnode @node "Classes" "Classes" Nome: Classes Locazione: Classes Template: -- E' una directory introdotta dal 3.0 che contiene file di sistema di vario tipo analoghi alle librerie. Questa directory viene aggiunta a LIBS: con un Assign Add dalla Startup-Sequence. Contiene anche la subdirectory Datatypes con i file di gestione dei vai Datatypes descritti in Devs/Datatypes. @endnode @node "CLI" "CLI" Nome: CLI Locazione: System/ Template : -- CLI era il nome della Shell originale dell'AmigaDOS. In seguito gli si è affiancata la Shell attuale che poi ne ha preso il posto. A partire dal 2.0 il comando CLI, sempre presente per ragioni di compatibilità, apre un'autentica Shell e corrisponde di fatto al comando NewShell (vedere). L'unica differenza è che al momento del lancio non accetta alcun parametro sulla linea di comando. Esempio: CLI @endnode @node "ClickToFront" "ClickToFront" Nome: ClickToFront Locazione: Tools/Commodities/ Template : CX_PRIORITY/N/K,QUALIFIER/K ClickToFront è una Commodities (vedere) che permette di portare una finestra di Intuition davanti alle altre premendo due volte il tasto sinistro del mouse. Per interrompere il programma si può usare Control-C, oppure, se è stato lanciato con RUN, il comando BREAK. CX_PRIORITY/N/K: priorità del programma rispetto alle altre Commodities. QUALIFIER/K: tasto qualificatore (vedere Commodities) da tenere premuto mentre si preme due volte il pulsante sinistro del mouse. Esempio: CLICKTOFRONT QUALIFIER control @endnode @node "Clipboard" "Clipboard" Nome: Clipboard Locazione: -- Template : -- La Clipboard permette di copiare testo o grafica da un'applicazione e di "incollarla" in un'altra, a patto che entrambe le applicazioni supportino la Clipboard di sistema. Dal 2.0 la Shell permette il copia e incolla mediante la combinazione di tasti Amiga-C (copia) e Amiga-V (incolla) a patto che sia stato lanciato il programma ConClip (vedere), cosa di cui si occupa la Startup-Sequence. Per copiare una porzione di testo da una Shell occorre evidenziarla trascinando il mouse mentre si tiene premuto il tasto sinistro. @endnode @node "CLIPS" "CLIPS:" Nome: CLIPS: Locazione: RAM:Clipboard/ Template : -- CLIPS: è una directory logica che viene creata dalla Startup-Sequence mediante Assign (vedere). Questa directory serve a gestire la Clipboard (vedere) di sistema. @endnode @node "Clock" "Clock" Nome: Clock Locazione: Utilities/ Template : DIGITAL/S,LEFT/N,TOP/N,WIDTH/N,HEIGHT/N,24HOUR/S, SECONDS/S,DATE/S,FORMAT/N,PUBSCREEN/K Visualizza un orologio dotato di interfaccia grafica e allarme. Il programma può essere lanciato anche da Workbench tramite icona. DIGITAL/S: visualizza un orologio di tipo digitale. LEFT/N: coordinata orizzontale della finestra. TOP/N: coordinata verticale della finestra. WIDTH/N: larghezza della finestra dell'orologio analogico. HEIGHT/N: altezza della finestra dell'orologio analogico. 24HOUR/S: se l'orologio è digitale, visualizza l'ora usando i numeri compresi tra 0 e 24. SECONDS/S: se l'orologio è analogico, abilita la visualizzazione dei secondi. DATE/S: abilita la visualizzazione della data. FORMAT/N: se l'orologio è digitale, un numero compreso tra 0 e 4 abilita uno dei formati disponibili. La quantità di formati dipende dalla localizzazione. Tale opzione è presente a partire dal 2.1. PUBSCREEN/K: nome dello schermo pubblico su cui deve aprirsi la finestra. E' presente a partire dal 2.1. Esempi: RUN CLOCK SECONDS DATE RUN CLOCK DIGITAL FORMAT 3 @endnode @node "Colors" "Colors" Nome: Colors Locazione: Tools/ Template : -- Colors permette di modificare la palette dei colori dello schermo in primo piano o di uno schermo di prova. Il programma compare solo nella versione 2.0 del Workbench. Non usa il template standard di AmigaDOS, ma accetta i seguenti parametri: Colors bitplane modografico bitplane: deve essere un numero che indica il numero di bitplane dello schermo di prova. modografico: deve essere un numero che indica il tipo di schermo di prova: 0=320x200, 1=320x400, 2=640x200, 3=640x400. Se non viene indicato alcun parametro, il comando apre un'interfaccia grafica che permette di modificare i colori dello schermo in primo piano, altrimenti apre uno schermo di prova della risoluzione e del numero di colori richiesti e permette poi di modificarne la palette. Esempi: COLORS COLORS 3 2 @endnode @node "CMD" "CMD" Nome: CMD Locazione: Tools/ Template : -- CMD permette di inviare i dati in uscita sulla porta parallela o quella seriale verso un file su disco. Può essere lanciato anche da Workbench tramite icona. Di default CMD termina di funzionare quando un programma finisce di usare la porta parallela. CMD non usa i template AmigaDOS e può essere usato in due modi: CMD help che visualizza un aiuto in inglese, oppure: CMD porta file OPT opzioni In questo caso i parametri devono apparire nell'ordine specificato e "porta" dovrà essere "serial" se si vuole ridirezionare la porta seriale, oppure "parallel" per ridirezionare la porta parallela. Mentre "file" dovrà essere il nome del file cui inviare l'output. OPT è opzionale e deve essere seguito da una o più di queste lettere: M: rimane attivo fino al Control-C o al Break. N: abilita la stampa di messaggi che informano l'utente sulle operazioni in corso. S: non invia verso il file i primi caratteri in arrivo sulla porta (utile quando si ridireziona la stampa di uno schermo). Esempi: CMD help CMD parallel t:prova OPT M N CMD serial t:prova OPT N @endnode @node "Commodities" "Commodities" Nome: Commodities Locazione: Tools/ Template : -- Il sistema delle Commodities consente di ridefinire le combinazioni da tastiera o gli eventi che dipendono dal mouse associando ad ognuno di essi un particolare programma. Il programma può essere un semplice ClickToFront oppure un'applicazione complessa che sfrutta il sistema delle Commodities per meglio integrarsi all'ambiente Amiga. Le Commodities possono essere lanciate da Workbench mediante le icone poste nel cassetto Tools/Commoddities, ma si possono anche far partire automaticamente al boot se si trascina la loro icona nel cassetto WBStartup. Ogni singola Commodities consente di definire alcuni parametri che ne modificano il comportamento. Ad ognuno di questi parametri corrisponde un particolare nome di template AmigaDOS che si ritrova invariato in tutte o quasi le Commodities. I parametri sono: CX_PRIORITY/N/K: richiede come argomento un numero che indica la priorità. Quando arriva un evento proveniente da tastiera o mouse, il sistema invia le informazioni relative alle diverse applicazioni seguendo l'ordine stabilito da questo parametro. Se due programmi sono in grado di reagire alla stessa combinazione di tasti, solo quello che ha la priorità più alta riceverà le informazioni sull'evento. Di default la priorità è 0. CX_POPUP/K: accetta come argomento solo "Yes" o "No". Se si usa "No", al momento del lancio non si aprirà l'interfaccia utente. Può essere utile nella Startup-Sequence. Di default il valore è "Yes". CX_POPKEY/K: l'evento che deve attivare il programma. Tale evento può essere indicato con una stringa che contiene indicazioni relative al tasto e al suo qualificatore. Con "qualificatore" ci riferisce a quei tasti che possono essere premuti in combinazione con altri. L'evento non deve essere necessariamente una combinazione da tastiera, ma può riguardare anche i pulsanti del mouse. Il nome del tasto o dei @{"qualificatori" LINK "qualificatori"} può apparire indifferentemente in maiuscolo o minuscolo e per molti tasti esistono dei sinonimi, alcuni dei quali hanno fatto la loro comparsa a partire dalla versione 2.1 del Workbench. Se il tasto è composto da più parole, andrà racchiuso tra virgolette doppie. Esempi: comando CX_PRIORITY 1 CX_POPKEY="ralt lalt help" comando CX_POPUP no CX_POPKEY="ramiga del" comando CX_POPKEY="lbutton e" comando CX_POPKEY="control f1" @endnode @node "CON" "CON:" Nome: CON: Locazione: -- Template : -- CON: è il nome con cui da AmigaDOS si può creare una nuova console. Con console si intende il programma (contenuto nelle ROM del sistema operativo) che permette al sistema di interpretare i dati che provengono dalla tastiera e di stampare l'output su una finestra a video. Ad esempio, la Shell utilizza una console per "dialogare" con l'utente. CON: viene equiparato dall'AmigaDOS agli altri device e verso di esso si può reindirizzare l'input o l'output di un comando. RAW (vedere) è una versione particolare di CON:. Mentre AUX (vedere) è la versione di CON: che usa la porta seriale per l'input/output invece della tastiera e dello schermo. Quando si apre CON: si possono indicare alcuni parametri che permettono di configurarlo con una sintassi che imita il path delle directory: ogni argomento, pertanto, dovrà essere separato dal successivo da una barra (/). Se in un parametro è compreso uno spazio, l'intero nome va posto tra virgolette. I primi cinque parametri sono fissi e la loro posizione non può essere modificata. Nell'ordine sono la coordinata orizzonatale del punto in alto a sinistra della finestra (x), la coordinata verticale del punto in alto a sinistra della finestra (y), la larghezza della finestra in pixel, l'altezza della finestra in pixel, il titolo da usare sulla barra della finestra. Ecco un esempio che contiene solo i parametri fissi: CON:x/y/larghezza/altezza/titolo Tali parametri possono essere omessi, lasciando vuoto lo spazio fra due barre successive: CON:////titolo I valori di default sono nell'ordine: 0, 0, la larghezza dello schermo e 100 pixel di altezza in uno schermo interlacciato. Si possono specificare valori più ampi di quelli consentiti dallo schermo, CON: si adeguerà automaticamente alle dimensioni dello schermo. Dopo il titolo possono apparire, sempre separate da barre, una o più parole chiave: ALT: permette di indicare le dimensioni che assume la finestra quando l'utente preme il gadget zoom. Le dimensioni si indicano di seguito alla parola chiave ALT e separate da barre nel solito ordine: x, y, larghezza, altezza. Ad esempio: ALT20/20/100/100. E' documentato a partire dalla versione 2.1 del Workbench. AUTO: la finestra si apre solo quando un programma vi accede in lettura o in scrittura. Se la finestra viene chiusa con Control-\\ o con il gadget di chiusura, si riaprirà automaticamente quando un programma vi scrive o vi legge. BACKDROP: la finestra si apre dietro tutte le altre e non può essere portata in primo piano. CLOSE: la finestra deve avere il gadget di chiusura. INACTIVE: la finestra non deve diventare la finestra corrente quando viene aperta (2.1). NOBORDER: la finestra non deve essere circoscritta da un bordo. NODEPTH: la finestra non deve avere il gadget di profondità (2.1). NODRAG: la finestra non deve avere la barra di trascinamento. NOSIZE: la finestra non deve avere il gadget di ridimensionamento in basso a destra, il gadget di zoom e la barra laterale destra. SCREEN: seguito dal nome di uno schermo pubblico forza l'apertura su un particolare schermo pubblico. Dal 2.1, se il nome è rappresentato da un asterisco, la finestra si aprirà sullo schermo pubblico antistante gli altri. SIMPLE: la finestra deve "ricordare" il proprio contenuto nel momento in cui viene allargata con il gadget di ridimensionamento o lo zoom (default). SMART: la finestra non deve "ricordare" il proprio contenuto nel momento in cui viene allargata con il gadget di ridimensionamento o lo zoom. WAIT: la finestra si deve chiudere solo quando vengono premuti o il gadget di chiusura, se esiste, o la combinazione di tasti Control-/. WINDOW: seguito da un indirizzo esadecimale preceduto da 0x, permette di usare una finestra preesistente di cui si conosca l'indirizzo della struttura Window per I/O da console. L'opzione può essere usata solo dai programmatori. Esempi: NEWSHELL CON://600/200/prova/alt500//100/50 NEWSHELL "CON:////prova 2" NEWSHELL CON:////prova/inactive NEWSHELL CON:/16//240//backdrop/noborder/nosize NEWSHELL CON:////prova/screen*/close NEWSHELL CON:////prova/wait/close/ @endnode @node "ConClip" "ConClip" Nome: ConClip Locazione: C/ Template : CLIPUNIT=UNIT/N,OFF/S ConClip è il programma che permette di usare la Clipboard di sistema con la Shell. Viene lanciato automaticamente dalla Startup-Sequence. Per copiare del testo nella clipboard si deve evidenziare il testo in una Shell tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse mentre lo si trascina. Poi si dovra premere la combinazione di tasti Amiga destro-C. Per incollare il testo si deve premere Amiga destro-V. Tutti i programmi compatibili con la Clipboard di sistema potranno utilizzare il contenuto della Clipboard. CLIPUNIT=UNIT/N: numero della clipboard da usare (0-255), di default è 0. Il numero può essere cambiato in qualsiasi momento lanciando ConClip. Tale opzione è riservata agli utenti esperti. Il sinonimo CLIPUNIT è stato aggiunto dal 3.1. OFF/S: disabilita l'uso della clipboard di sistema. E' ancora possibile incollare il contenuto della clipboard, ma non copiare nuovo testo nella clipboard da una Shell. Esempi: Conclip off Conclip 1 @endnode @node "CONSOLE" "CONSOLE:" Nome: CONSOLE: Locazione: -- Template : -- Ha preso il posto dell'asterisco ("*") per indicare la console corrente a partire dal 2.0. L'asterisco rimane implementato, ma il suo uso è sconsigliato. Esempio: COPY S:Startup-Sequence TO CONSOLE: COPY S:Startup-Sequence TO * @endnode @node "Copy" "Copy" Nome: Copy Locazione: C/ Template : FROM/M,TO/A,ALL/S,QUIET/S,BUF=BUFFER/K/N, CLONE/S,DATES/S,NOPRO/S,COM/S,NOREQ/S Si tratta di uno dei comandi più usati: permette la copia di file o di intere directory. Accetta più nomi come file sorgente e ognuno di essi può contenere delle wildcard. Il file prodotto può avere o no avere gli stessi attributi (data, commento, ecc.) del file originale a seconda dei parametri utilizzati: di default vengono copiati solo i bit di protezione del file. FROM/M: uno o più nomi comprensivi o meno di path che indicano i file da copiare. Se i nomi corrispondono a directory, verranno copiati tutti i file contenuti in quella directory, ma non nelle eventuali sottodirectory, a meno che non si specifichi il parametro ALL. Si possono usare wildcard. Per indicare la directory corrente si può usare una stringa vuota compresa tra virgolette (""). TO/A: il nome del file destinazione. Se come sorgente sono stati indicati più file o una directory, il nome deve riferirsi a una directory. Se la directory non esiste, verrà creata automaticamente. Per indicare la directory corrente si può usare una stringa vuota compresa tra virgolette (""). Se il file destinazione esiste già, verrà sovrascritto senza avvertire in alcun modo l'utente. ALL/S: copia anche le sottodirectory comprese nella directory sorgente. QUIET/S: non stampa a video informazioni sui file copiati. BUF=BUFFER/K/N: ampiezza del buffer da usare in scrittura per la copia. L'unità rappresenta 512 byte. Se si pone buffer a 0, verrà usata la quantità di memoria che serve esattamente a contenere il file a patto che sia presente nel sistema. Secondo la documentazione del 2.0, di default il buffer è di 200 unità, pari a 100 Kb. Secondo la documentazione del 3.1 di default è di 128 unità, pari a 64 Kb. Dalle nostre prove sembra che sotto 2.1, Copy si comporti come se BUF fosse impostato a 0. CLONE/S: copia tutti gli attributi del file sorgente nel file destinazione. DATES/S: copia la data del file sorgente nel file destinazione. NOPRO/S: non copia i bit di protezione del file sorgente nel file destinazione: può essere usato anche in congiunzione con CLONE. COM/S: copia il commento del file sorgente nel file destinazione. NOREQ/S: evita di aprire un requester in caso di errore (per esempio se il volume non esiste o se il disco è pieno). Può essere utile negli script. Esempi: COPY RAM:#? DF0: COPY RAM:#? DF0:prova COPY DF0:#? DF1:#? work:prova CLONE COPY DF0:p1 DF1:p2 "" @endnode @node "CPU" "CPU" Nome: CPU Locazione: C/ Template : CACHE/S,BURST/S,NOCACHE/S,NOBURST/S,DATACACHE/S,DATABURST/S,NODATACACHE/S, NODATABURST/S,INSTCACHE/S,INSTBURST/S,NOINSTCACHE/S,NOINSTBURST/S, COPYBACK/S,NOCOPYBACK/S,EXTERNALCACHE/S,NOEXTERNALCACHE/S,FASTROM/S, NOFASTROM/S,TRAP/S, NOTRAP/S,NOMMUTEST/S,CHECK/K CPU consente di controllare alcuni parametri che definiscono il comportamento dei processori Motorola 68020, 68030, 68040. Sono tutti processori dotati di una cache che velocizza l'esecuzione dei programmi (INSTCACHE); in più, 68030 e 68040 presentano una cache per i dati (DATACACHE). L'accesso alla memoria può avvenire sul 3000 e su molte schede acceleratrici in un modo, detto "burst", che accelera notevolmente le operazioni di lettura e scrittura. Infine, sul 68040 è presente il modo COPYBACK che accelera le operazioni della CPU. CPU permette anche di controllare la compatibilità della macchina con una determinata CPU e di copiare le ROM in Fast RAM nei sistemi dotati di MMU. Se non viene indicato alcun parametro, il comando visualizza il tipo di processore e coprocessore montati sul sistema e la condizione attuale delle cache. CACHE/S: attiva tutte le cache. BURST/S: attiva il modo burst. NOCACHE/S: disattiva tutte le cache. NOBURST/S: disattiva il modo burst. DATACACHE/S: attiva la cache dati. DATABURST/S: attiva il modo burst per i dati. NODATACACHE/S: disattiva la cache dati. NODATABURST/S: disattiva il modo burst per i dati. INSTCACHE/S: attiva la cache istruzioni. INSTBURST/S: attiva il modo burst per le istruzioni. NOINSTCACHE/S: disattiva la cache istruzioni. NOINSTBURST/S: disattiva il modo burst per le istruzioni. COPYBACK/S: attiva il modo copyback del 68040 (2.1). NOCOPYBACK/S: disattiva il modo copyback del 68040 (2.1). EXTERNALCACHE/S: attiva la cache esterna che non è presente attualmente su nessun Amiga, ma potrà comparire su qualche scheda acceleratrice (2.1). NOEXTERNALCACHE/S: disattiva la cache esterna (2.1). FASTROM/S: se esiste la MMU, copia le ROM in Fast RAM e forza il sistema a usare la copia delle ROM invece dell'originale. Richiede 512 Kb di Fast RAM libera contigua. NOFASTROM/S: disabilita l'uso della Fast RAM per le ROM. TRAP/S: opzione per programmatori (2.1). NOTRAP/S: opzione per programmatori (2.1). NOMMUTEST/S: permette di mutare i parametri della MMU senza controllare se la MMU è in uso. Per programmatori. CHECK/K: controlla se il sistema è compatibile con una determinata versione della CPU, della FPU o se è dotato di MMU. Check va seguito da uno di questi valori: 68010, 68020, 68030, 68040, 68881, 68882, FPU, MMU. La documentazione ufficiale dice anche 68851, ma non ci sembra funzioni. Se il sistema è dotato della caratteristica richiesta o di una caratteristica superiore, CPU ritorna il livello di errore 0, negli altri casi restituisce il livello di errore 5 (WARN). Tale valore di ritorno può essere testato con il comando IF (vedere esempio) in uno script. Esempi: CPU CPU FASTROM CPU INSTCACHE INSTBURST CPU CHECK MMU IF WARN ECHO "Non esiste la MMU" ENDIF @endnode @node "CrossDOS" "CrossDOS" Nome: CrossDOS Locazione: Tools/Commodities/ Template : CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K Dal 2.1 è stato aggiunto al sistema operativo CrossDos, un programma che permette di leggere floppy in formato MS-DOS con i normali drive Amiga. La lettura avviene mendiante il file system contenuto nel file L:CrossDOSFileSystem e le mountlist PC0 (vedere), PC1, ecc., contenute nei file posti in SYS:Storage/DOSDrivers/. La Commodities (vedere) CrossDOS permette controllare attivare o disattivare dei filtri per convertire il set di caratteri dei testi in lettura o in scrittura. I filtri sono contenuti in file separati (con estensione .crossdos) posti nella directory L:FileSystem_Trans. E' possibile convertire il set di caratteri in formato ASCII puro, in formato internazionale, in formato danese e in formato Macintosh (quest'ultimo solo su 3.1). Questa conversione è utile soprattutto per le lettere accentate. E' possibile anche modificare la gestione degli a capo, sostituendo il LineFeed (codice ASCII 10 decimale) con i caratteri CarriageReturn+LineFeed (ASCII 13 e 10), e aggiungere un carattere di fine file per l'MS-DOS. Se si lancia il programma da Shell, si può interromperlo con Control-C o con il comando Break. CX_PRIORITY/N/K: priorità del programma rispetto alle altre Commodities. CX_POPKEY/K: combinazione di tasti che attiva l'interfaccia grafica del programma. Default: Control-Alt-C. CX_POPUP/K: "No" evita che il programma apra una finestra al momento del lancio. Default: "Yes" Esempio: CrossDOS CX_POPKEY "lalt c" CX_POPUP no @endnode @node "Datatypes" "Datatypes" Nome: Datatypes Locazione: Devs/DataTypes/ e Storage/Datatypes Template : -- Il sistema dei Datatypes è stato introdotto dal 3.0. Esso permette ai programmi compatibili di leggere file di dati in diversi formati senza conoscerne le specifiche. Tale sistema consente all'utente di aumentare le potenzialità di un programma compatibile, aggiungendo nuovi DataTypes. Un esempio di programma di questo tipo è MultiView. I descrittori di DataTypes dotati di icona contenuti nella directory DEVS:DataTypes vengono aggiunti al sistema dalla Startup-Sequence mediante il comando AddDataTypes, quelli inattivi si trovano in Storage/DataTypes. Si può sempre attivare un DataTypes inattivo da Shell mediante AddDataTypes, Da Workbench mediante la rispettiva icona. Nella directory Classes/DataTypes si trovano i file di supporto per i singoli DataTypes. Tutto il sistema è gestito attraverso la datatypes.library contenuta in LIBS:. I DataTypes forniti con il 3.0 sono: 8SVX per leggere campioni sonori in formato IFF 8SVX AmigaGuide per leggere ipertesti in formato AmigaGuide FTXT per leggere testi in formato IFF FTXT ILBM per leggere immagini in formato IFF ILBM Dal 3.1 vengono forniti anche: CDXL   per leggere le animazioni con audio nel formato creato da Commodore per il CDTV e presente anche sul CD32 ANIM per leggere animazioni in formato IFF ANIM Molti altri Datatypes si trovano nel mondo PD. @endnode @node "Date" "Date" Nome: Date Locazione: C/ Template : DAY,DATE,TIME,TO=VER/K Date permette di visualizzare o modificare la data e l'ora del sistema. Data e ora verranno "dimenticati" quando si spegnerà la macchina. Se è presente un orologio con batteria tampone, si può rendere la data definitiva usando il comando SETCLOCK SAVE (vedere). Dal 2.1 la data viene localizzata e quindi i nomi dei giorni appariranno in inglese o in italiano (o in altre lingue) a seconda della localizzazione. La data si può cambiare inserendo una data completa oppure il nome di un giorno (mercoledì, domani, ieri). DAY: nome del giorno. Può essere del tipo: lunedì, martedì..., oppure: ieri, domani. Il nome del giorno sotto 2.0 deve essere in inglese, dal 2.1 dipende dalla localizzazione prescelta. DATE: data completa nel formato gg-mmm-aa. Dal 2.1 l'abbreviazione del mese dipende dalla localizzazione. TIME: ora nel formato hh:mm:ss, i secondi possono essere omessi. TO=VER/K: redirige l'output verso un file. Se il file preesiste, verrà sovrascritto. Esempi: DATE ieri DATE DATE domani DATE 21-Gen-95 DATE 17:00 DATE TO ENV:dd ECHO $dd DATE $dd @endnode @node "DblNTSC" "DblNTSC" Nome: DblNTSC Locazione: Devs/Monitors/ Template : -- Vedere Monitors @endnode @node "DblPAL" "DblPAL" Nome: DblPAL Locazione: Devs/Monitors/ Template : -- Vedere Monitors @endnode @node "Delete" "Delete" Nome: Delete Locazione: C/ Template : FILE/M/A,ALL/S,QUIET/S,FORCE/S Delete permette di cancellare file e directory. Se la directory contiene dei file, per cancellarla assieme a tutto il suo contenuto è richiesto il parametro ALL. Se il file è protetto (vedere PROTECT) dalla cancellazione si può forzare la cancellazione mediante il parametro FORCE. Se un file non può essere cancellato per qualsiasi motivo, Delete interrompe l'esecuzione e non cancella i restanti file. Si può interrompre Delete mediante la combinazione di tasti Control-C. FILE/M/A: uno o più nomi di file e directory da cancellare. E' possibile usare wildcard, anche se è pericoloso a meno che non si sia certi dell'effetto. ALL/S: cancella le directory anche se contengono dei file o delle sottodirectory. QUIET/S: non stampa a video i nomi dei file cancellati. FORCE/S: forza la cancellazione dei file protetti contro la cancellazione. Esempi: DELETE RAM:T ALL DELETE prova.1 prova.2 prova.3 FORCE DELETE prova.#? @endnode @node "DEVS" "DEVS:" Nome: DEVS: Locazione: Devs/ Template : -- DEVS: è una directory logica creata automaticamente dal sistema operativo al momento del boot. In questa directory trovano posto file di vario tipo che servono a gestire dispositivi hardware o device software. La struttura di questa directory è cambiata radicalmente a partire dal 2.1, arricchendosi di sottodirectory utilizzabili anche da Workbench. Si tratta di Monitors, che contiene i driver per i monitor, Printers, che contiene i driver per le stampanti, Keymaps, che contiene le mappe per i vari modelli di tastiera, DOSDrivers, che contiene le Mountlist per i vari device AmigaDOS. Dal 3.0 DEVS: contiene anche la directory Datatypes destinata a contenere le icone che definiscono i Datatypes attivi nel sistema. Esiste un'altra directory, chiamata Storage, che ha la medesima struttura di DEVS: e che serve a contenere i driver che non vengono utilizzati. Infatti i monitor presenti in DEVS:Monitors, i Datatypes presenti in DEVS:Datatypes e i device presenti in DEVS:DOSDrivers, a differenza di quelli posti in Storage, vengono attivati automaticamente dal sistema al momento del boot. Il cambiamento più importante riguarda la Mountlist, che contiene indicazioni sui vari device del DOS (come RAD:, PC0:, PIPE: e così via). Fino al 2.0 i dati relativi ai vari device erano contenuti in un unico file ASCII posto in DEVS: e chiamato Mountlist. Dal 2.1 Mountlist è scomparso e al suo posto sono apparsi vari file, sempre ASCII, posti in DEVS:DOSDrivers e in Storage/DOSDrivers, dotati di icona e manovrabili quindi anche da Workbench. Per ulteriori particolari sulla Mountlist si veda il comando MOUNT. @endnode @node "DF0" "DF0:" Nome: DF0: Locazione: -- Template : -- DF0:, DF1:, DF2:, DF3: sono i nomi di device usati dal sistema per indicare i floppy drive interni ed esterni (fino a un massimo di 4 drive). Il drive interno è DF0:, quelli esterni possono cominciare da DF1: o da DF2: a seconda della macchina. I device DFx: leggono solo i dischi in formato AmigaDOS. Per leggere i dischi in formato MS-DOS occorre usare, dal 2.1, i device PCx:. I dischi AmigaDOS possono essere in formato OldFileSystem, FastFileSystem (solo 2.0 e successivi), DirectoryChaching (solo 3.0 e successivi). I programmi che gestiscono i drive sono in ROM: si tratta del trackdisk.device e del FileSystem. Del FastFileSystem sono state anche forniti nuove versioni su file (L:FastFileSystem). Il FileSystem è utilizzato sia per i floppy che per gli hard disk. Esempi: LIST DF0: COPY DF0:#? DF2:#? ALL @endnode @node "Dir" "Dir" Nome: Dir Locazione: C/ Template : DIR,OPT/K,ALL/S,DIRS/S,FILES/S,INTER/S Dir visualizza il contenuto di una directory. Prima appaiono i nomi di directory, poi i nomi di file in ordine alfabetico e su due colonne. Può essere usato per operare interattivamente sui singoli file contenuti in una directory. DIR: nome della directory da esaminare. Se viene omesso, DIR visualizzerà il contenuto della directory corrente. Accetta wildcard. OPT/K: OPT A corrisponde a ALL. OPT D corrisponde a DIRS. OPT F corrisponde a FILE. OPT I corrisponde a INTER. ALL/S: visualizza anche il contenuto delle sottodirectory che, a video, appare rientrato. DIRS/S: visualizza solo i nomi di directory. FILES/S: visualizza solo i nomi di file. INTER/S: attiva il modo interattivo. In questo modo Dir si ferma dopo aver stampato il nome di ogni file o directory seguito da un punto interrogativo. Poi il programma si pone in attesa di comandi da parte dell'utente, il quale potrà usare il tasto Return per procedere fino al file successivo, oppure uno dei comandi presenti nel template che si può visualizzare digitando, come al solito, un punto di domanda seguito da Return: E=ENTER/S,B=BACK/S,DEL=DELETE/S,Q=QUIT/S,C=COM/S,COMMAND oppure: T=TYPE/S,B=BACK/S,DEL=DELETE/S,Q=QUIT/S,C=COM/S,COMMAND Il primo template è disponibile con le directory, il secondo con i file. Tutti i parametri sono mutualmente esclusivi. E=ENTER/S: Esamina il contenuto della sottodirectory (è inutile se è stata usata l'opzione ALL). E' presente solo con le directory. T=TYPE/S: Stampa il contenuto del file, un po' come il comando Type. Può essere interrotto mediante la combinazione di tasti Control-C. E' presente solo con i file. B=BACK/S: Interrompe l'esame della directory corrente e procede nell'esame della directory superiore. Se la directory corrente è quella più alta, interrompe l'esecuzione di DIR. DEL=DELETE/S: Cancella un file o una directory vuota. Q=QUIT/S: Termina l'esecuzione. C=COM/S: permette di eseguire una qualsiasi linea di comando AmigaDOS. DIR visualizzerà su una nuova linea la stringa "Command ?" e a questo punto si potrà inserire un comando AmigaDOS che verrà eseguito immediatamente. La linea di comando può anche essere inserita tra virgolette, se necessario, subito dopo il parametro C o COM. Si tenga presente che la directory corrente resta quella della Shell da cui è stato lanciato DIR. Esempi: DIR DIR SYS:#?.info DIR SYS: ALL DIR SYS: ALL DIRS DIR RAM: INTER @endnode @node "DiskChange" "DiskChange" Nome: DiskChange Locazione: C/ Template : DEVICE/A Alcuni dispositivi fisici che utilizzano dischi removibili non sono in grado di avvertire il sistema operativo che l'utente ha cambiato il disco in essi contenuto. In tal caso sta all'utente segnalare all'AmigaDOS che il cambio è avvenuto, mediante il comando DiskChange. DEVICE/A: nome del device da cui è stato rimosso il disco o in cui è stato inserito un nuovo disco. Esempi: DiskChange SQ1: @endnode @node "DiskCopy" "DiskCopy" Nome: DiskCopy Locazione: System/ Template : FROM/A,TO/A,NAME/K,NOVERIFY/S,MULTI/S: DiskCopy permette di duplicare dischi AmigaDOS. Il device sorgente e quello destinazione devono essere simili. Per esempio si può copiare il contenuto del disco presente in DF0: in DF1:, o in una RAD (vedere) che abbia la stessa geometria di un floppy disk. Non si può copiare invece DF0: su un hard disk o in RAM:. DiskCopy può verificare o meno il contenuto del disco destinazione durante la copia, copiare un disco anche con un solo drive o tenere una copia del disco sorgente in memoria per effettuare copie multiple con un solo drive. I dischi sorgente e destinazione saranno perfettamente identici tranne per quanto riguarda la data di creazione del disco. FROM/A: nome del device sorgente. TO/A: nome del device destinazione. Può essere identico al device sorgente, in tal caso il programma copia il disco in memoria prima di riversarlo sul disco destinazione. Se la memoria non è sufficiente per contenere tutto il disco, DiskCopy effettuerà l'operazione in più fasi chiedendo ogni volta di inserire il disco opportuno. NAME/K: nome che deve assumere il disco di copia. Di default è lo stesso del disco sorgente. NOVERIFY/S: disabilita la verifica del disco destinazione: velocizza alquanto le operazioni, ma il programma non rileva più eventuali errori in scrittura presenti sul disco destinazione. MULTI/S: se si attiva questo flag, DiskCopy mantiene i dati da copiare in memoria per riprodurli in sequenza su più dischi. L'operazione può essere interrotta con Control-C. Esempi: DiskCopy DF0: DF1: DiskCopy DF0: DF1: NOVERIFY DiskCopy DF0: DF0: DiskCopy DF0: DF1: MULTI DiskCopy DF0: DF1: NAME "Disco di Copia" @endnode @node "DiskDoctor" "DiskDoctor" Nome: DiskDoctor Locazione: C/ Template : DEVICE/A DiskDoctor tenta di riparare un device corrotto riscrivendone le parti danneggiate. Dalla versione 2.1 del sistema operativo il programma è scomparso, lasciando il posto a utility Public Domain e Shareware più efficaci. A differenza di questi programmi, comunque, DiskDoctor non tenta di copiare il salvabile su un altro disco, ma tenta di correggere "in loco" gli errori, cosa che, sia in caso di successo che di insuccesso, può produrre perdite di dati rilevanti. Prima di usare DiskDosctor è preferibile copiare i file copiabili su un altro disco. Dopo che DiskDosctor ha terminato di operare, occorre copiare i file rimasti su un altro disco e riformattare il disco guasto (o meglio gettarlo, se si tratta di un floppy). Esempio: DiskDoctor DF0: @endnode @node "DPat" "DPat" Nome: DPat Locazione: S/ Template : COM/A,PAT/A,DIR/A,OPT1,OPT2,OPT3,OPT4 DPat è uno script AmigaDOS che può essere chiamato con il comando Execute oppure eseguito direttamente da Shell se sono attivi i bit di protezione "s" ed "e". Lo script permette di usare wildcard con i comandi che richiedono espressamente il nome di un file sorgente e il nome di un file destinazione. Dal 2.0 è abbastanza inutile con i comandi AmigaDOS, ma può essere usato con comandi Public Domain o commerciali. Lo script crea un altro script in T: che poi esegue mediante Execute. Questo script conterrà una serie di linee di comando con la forma: COM file DIR/file OPT1 OPT2 OPT3 OPT4 DPAT ricava i vari nomi "file" svolgendo la wildcard indicata in PAT. COM/A: nome del comando Shell da eseguire. PAT/A: wildcard con eventuale path dei file sorgente. DIR/A: directory destinazione dei file. OPT1,OPT2,OPT3,OPT4: eventuali opzioni per il comando da eseguire. Esempi: DPAT Rename RAM:K/#? RAM:R @endnode @node "Display" "Display" Nome: Display Locazione: C/ Template : FILENAME/A/M,FROM/K,OPT/K Display è presente nelle versioni 2.0 e 2.1 del sistema operativo. Nel 3.0 e 3.1 il suo posto è stato preso da MultiView. Il comando permette di visualizzare uno o più file IFF ILBM in sequenza. Per i parametri non adotta il template standard AmigaDOS e quello indicato è solo ricostruito. FILENAME/A/M: uno o più nomi di file che dovranno essere visualizzati nell'ordine indicato. Per passare da un'immagine alla successiva si può premere la barra spaziatrice, Control-C o usare il comando BREAK C. Nella versione per 2.1 se il nome è -c0 o -c1..., verrà visualizzata l'immagine presente nella Clipboard di sistema. FROM/K: nome di un file di testo che contiene l'elenco dei file da visualizzare. A ogni riga del testo deve corrispondere il nome di un file. OPT/K: accetta una o più lettere che modificano il comportamento di display: a: attiva lo scroll in tempo reale delle immagini più grandi dello schermo mediante mouse. b: apre lo schermo con l'immagine sullo sfondo. Può essere utile in combinazione con la lettera "p" (vedere sotto). e: tratta le immagini a 6 bitplane come immagini Extra-Half-Brite. Di default vengono visualizzate come immagini HAM. Se l'immagine è EHB e non contiene informazioni sul suo formato (poste normalmente nella sezione CAMG dei file IFF), attivando questa opzione si potranno visualizzare nel modo corretto. l: se le immagini sono più di una, verranno visualizzate ciclicamente. Il ciclo può essere interrotto con Control-D o con il comando BREAK D. m: permette di controllare la sequenza mediante mouse: il tasto sinistro permette di avanzare nella lista delle immagini, quello destro di retrocedere. n: disabilita la trasparenza dei margini per il genlock. p: stampa tutte le immagini visualizzate. Lo stesso effetto per una singola immagine si ottiene con la combinazione di tasti Control-P. t=$: $ è un numero che indica per quanti secondi debba essere visualizzata ogni immagine. v: visualizza l'immagine partendo dall'estremità in alto a sinistra dello schermo, senza centrarla. Esempi: Display imm.1 Display imm.1 imm.2 OPT a l m Display imm.1 imm.2 OPT l t=5 @endnode @node "Echo" "Echo" Nome: Echo Locazione: Interno Template : /M,NOLINE/S,FIRST/K/N,LEN/K/N,TO/K Il comando ECHO serve a scrivere linee di testo sulla console corrente ed è utile soprattuto negli script. La stringa da scrivere può essere compresa tra virgolette, ma non è necessario farlo nemmeno se contiene degli spazi. Di default, ECHO stampa un codice di a capo alla fine della stringa. /M: la stringa da stampare a video; se viene posta tra virgolette può contenere codici speciali come quelli introdotti da "*" (vedere asterisco). NOLINE/S: evita di stampare l'a capo a fine linea. FIRST/K/N: stampa la stringa a partire dal carattere indicato. Il valore 1 indica il primo carattere, come pure il valore 0. Se il valore indicato è superiore alla lunghezza della stringa verrà stampato l'ultimo carattere. LEN/K/N: il numero di caratteri da stampare: verranno conteggiati a partire dal primo quando viene utilizzato il parametro FIRST, a partire dall'ultimo in caso contrario. TO/K: il file verso cui inviare l'output; se non viene indicato, verrà usata la console corrente. Esempi: ECHO Amiga Magazine ECHO "Amiga*nMagazine" ECHO "Amiga Magazine" LEN 8 ECHO "Amiga Magazine" FIRST 1 LEN 8 ECHO "Amiga Magazine" FIRST 100 @endnode @node "Ed" "Ed" Nome: Ed Locazione: C/ Template : FROM/A,SIZE/N,WITH/K,WINDOW/K,TABS/N,WIDTH=COLS/N,HEIGHT=ROWS/N ED è uno dei text editor di AmigaDOS. Permette di creare o modificare un file ASCII utilizzando tastiera e mouse. Al lancio carica il file S:Ed-startup che permette di configurarlo. Il file di configurazione standard fornito con AmigaDOS limita fortemente ED, per cui è meglio cancellare o fare un RENAME di S:Ed-startup. FROM/A: nome del file ASCII da caricare. Se non esiste, verrà creato. SIZE/N: di default ED può caricare file lunghi al massimo 40.000 byte (stando al manuale), con SIZE si può forzare il caricamento di file più grandi, indicando un valore che esprime la lunghezza massima caricabile in byte. WITH/K: un file di configurazione o un file di comandi da eseguire al lancio di ED. WINDOW/K: la console da usare per l'editing, nella forma RAW:x/y/larghezza/altezza/titolo/... (si veda CON:). Si può usare anche il carattere "*" che indica la console corrente. TABS/N: il numero di spazi che deve essere attribuito a un codice di tabulazione. Di default è 3. WIDTH=COLS/N: numero di colonne da visualizzare. HEIGHT=ROWS/N: numero di righe da visualizzare. Esempio: ED T:prova COLS 40 ROWS 10 @endnode @node "Edit" "Edit" Nome: Edit Locazione: C/ Template : FROM/A,TO,WITH/K,VER/K,OPT/K,WIDTH/N,PREVIOUS/N EDIT è un editor di linea che permette di modificare un file di testo leggendolo una linea alla volta. E' destinato agli utenti avanzati ed è di solito utilizzato con macro per compiere operazioni ripetitive sui testi. FROM/A: nome del file di testo da leggere. TO: nome del file da creare. Se viene omesso, verrà sovrascritto il file originario. WITH/K: l'eventuale file che contiene i comandi da eseguire. Se viene omesso, EDIT leggerà i comandi dalla console corrente. VER/K: l'eventuale file verso cui inviare i messaggi di errore di EDIT. OPT/K: accetta due parametri: W che corrisponde a WIDTH P che corrisponde a PREVIOUS WIDTH/N: numero di colonne per linea, se il file di testo contiene linee più lunghe, queste verranno troncate. Di default è 120. PREVIOUS/N: numero di linee da tenere contemporaneamente in memoria. Di default è 40. Esempi: EDIT FROM ram:in TO t:out WIDTH 200 @endnode @node "Else" "Else" Nome: Else Locazione: Interno Template : -- Va usato negli script in congiunzione con IF. Serve a creare una diramazione alternativa a quella generata dal comando IF (vedere). Verrà eseguita solo se la condizione impostata con IF non viene soddisfatta. La diramazione dello script generata da ELSE comprende tutte le linee di comando che seguono ELSE fino alla prima linea che comprende ENDIF. Script d'esempio: IF EXISTS K: ECHO "Esiste K:" DIR K: ELSE ECHO "Non esiste K:" ECHO "Non posso eseguire DIR K:" ENDIF @endnode @node "EndCLI" "EndCLI" Nome: EndCLI Locazione: Interno Template : -- Chiude la Shell corrente. Corrisponde alla pressione della combinazioni di tasti Control-\\ o all'uso del gadget di chiusura della finestra. Se dalla Shell corrente è stato lanciato un programma in background, ad esempio mediante RUN (vedere), e il programma non ha ancora concluso il proprio lavoro, la finestra rimarrà a aperta fino a quando il programma non verrà chiuso: la Shell comunque non accetterà più alcun comando. E' identico a ENDSHELL. Esempio: ENDCLI @endnode @node "EndIf" "EndIf" Nome: EndIf Locazione: Interno Template : -- Può essere usato solo all'interno di uno script per concludere una diramazione aperta con IF (vedere). Se la condizione posta da IF non viene soddisfatta, l'esecuzione salta alla prima linea di comando posta dopo il corrispondente ENDIF. Si noti che a ogni IF deve corrispondere un ENDIF. Script d'esempio: IF EXISTS T: ECHO "Esiste T:" IF EXISTS L: ECHO "Esiste anche L:" ENDIF ENDIF @endnode @node "EndShell" "EndShell" Nome: EndShell Locazione: Interno Template : -- E' identico a ENDCLI (vedere). Esempio: ENDSHELL @endnode @node "EndSkip" "EndSkip" Nome: EndSkip Locazione: Interno Template : -- Va usato all'interno di uno script in congiunzione con SKIP (vedere). Indica il punto dello script cui deve saltare l'esecuzione quando viene incontrato il comando SKIP. Se viene usata l'opzione BACK di SKIP, l'esecuzione passerà al primo comando ENDSKIP che si incontra nello script, altrimenti al primo comando ENDSKIP che segue SKIP. Quando ENDSKIP viene eseguito in dipendenza del comando SKIP, imposta il livello di errore 5 (WARN, vedere IF). Può essere utile per sapere se la sezione di codice conclusa o introdotta da ENDSKIP è stata eseguita mediante SKIP. Esempio 1: SKIP ECHO "Non eseguirmi" ENDSKIP ECHO "Salto" Esempio 2: ENDSKIP IF WARN ECHO "Con salto" QUIT ELSE ECHO "Senza salto" ENDIF SKIP BACK @endnode @node "ENV" "ENV:" Nome: ENV: Locazione: RAM:ENV Template : -- ENV: è una directory logica che viene creata dal file S:Startup-Sequence. Serve a contenere file di configurazione o di preferenza provvisori. Al momento dell'avvio del sistema vi vengono copiati tutti i file contenuti in ENVARC : (vedere). ENV: viene utilizzato per salvare configurazioni o preferenze di natura provvisoria, che verranno cancellate a ogni reset del sistema. Per esempio, ENV: viene usato da tutti i programmi Preferences quando si preme il gadget "Use" o "Usa". La directory ENV: viene anche utilizzata per tenervi dei file ASCII che corrispondono alle variabili globali AmigaDOS, quelle create con SETENV (vedere), cancellate con UNSETENV (vedere) e leggibili con GETENV (vedere) o anteponendo a esse il carattere speciale "$" (vedere dollaro). La Startup-Sequence standard crea di default due variabili globali: Kickstart e Workbench che contengono rispettivamente il numero di versione del Kickstart e quello del Workbench in uso sul sistema; il loro valore corrisponde al contenuto del file ENV:Kickstart ed ENV:Workbench. Esempi: Type ENV:Kickstart Type ENV:Workbench ECHO >ENV:prova "sono una variabile" ECHO $prova GETENV PROVA SETENV PROVA "" @endnode @node "ENVARC" "ENVARC:" Nome: ENVARC: Locazione: Prefs/env-archive/ Template : -- ENVARC: è una directory logica che viene creata automaticamente dal sistema operativo a ogni reset. Serve a contenere file di configurazione o di preferenza che devono sopravvivere al reset o allo spegnimento della macchina. A ogni reset, la Startup-Sequence copia tutto il contenuto di ENVARC: in ENV: (vedere ENVARC ed ENV). @endnode @node "Euro36" "Euro36" Nome: Euro36 Locazione: Storage/Monitors/ Template : -- Vedere Monitors @endnode @node "Euro72" "Euro72" Nome: Euro72 Locazione: Storage/Monitors/ Template : -- Vedere Monitors @endnode @node "Eval" "Eval" Nome: Eval Locazione: C/ Template : VALUE1/A,OP,VALUE2/M,TO/K,LFORMAT/K EVAL permette di eseguire calcoli interi a 32 bit e di stampare a video il risultato. Si possono inserire più operandi o più operatori, separati o meno da spazi. E' anche possibile usare parentesi annidate. I valori numerici in ingresso devono essere, di default, in formato decimale. Possono essere in formato ottale o esadecimale se vengono preceduti da uno dei seguenti codici: 0x o #x un numero esadecimale 0 o # un numero ottale Si può anche richiedere la conversione di un singolo carattere nel corrispondente valore ASCII facendo precedere il carattere dall'apostrofo ('). Gli operatori binari (che richiedono due operandi) di tipo aritmetico sono: + addizione - sottrazione * moltiplicazione / divisione mod, M, m, % modulo Gli operatori binari che operano sui bit possono essere: rsh, R, r shift a destra lsh, L, l shift a sinistra & AND | OR xor, X, x XOR eqv, E, e NOT XOR Sono ammessi anche i seguenti operatori unari (che operano su un solo operando): - negazione ~ NOT binario L'output è un valore decimale che esprime il risultato delle operazioni. Può essere modificato, se si usa LFORMAT seguito da una stringa posta tra virgolette. All'interno di questa stringa il risultato apparirà al posto di uno dei seguenti codici: %N in formato decimale %X in formato esadecimale %O in formato ottale %C un singolo carattere ASCII %X e %O possono essere seguiti da un numero che esprime il numero di cifre del numero esadecimale o ottale. Al posto dei valori numerici si possono usare delle variabili AmigaDOS create con SET ed è possibile usare EVAL per creare dei loop a contatore negli script, usandolo in combinazione con le variabili e gli accenti gravi (si veda l'ultimo esempio). VALUE1/A: il primo valore numerico. OP: l'operatore VALUE2/M: gli altri valori numerici e gli altri operatori. Possono essere omessi. TO/K: il file verso cui inviare l'output. LFORMAT/K: richiede come parametro una stringa posta tra virgolette che esprime il formato che deve assumere il risultato. Esempi: EVAL 'A EVAL ~0xff EVAL 0x10 + 010 - 'A EVAL 'A+32 LFORMAT "%C*n" EVAL (100*(28+36)/64+5)*10 Script d'esempio: SET cont 5 LAB LOOP IF VAL $cont EQ 0 QUIT ENDIF SET cont `EVAL $cont-1` ECHO $cont SKIP LOOP BACK @endnode @node "Exchange" "Exchange" Nome: Exchange Locazione: Tools/Commodities/ Template : CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K Exchange è una Commodities (vedere) che permette di controllare con la propria interfaccia grafica il funzionamento delle altre Commodities presenti nel sistema. Se viene lanciato da Shell, può essere interrotto mediante Control-C o un comando BREAK. CX_PRIORITY/N/K: La priorità di questa Commodities rispetto alle altre. CX_POPKEY/K: La combinazione di tasti da usare per attivare l'interfaccia grafica di Exchange. Di default è Control-Alt-Help". CX_POPUP/K: "NO" inibisce l'apertura dell'interfaccia grafica al lancio del programma. Di default è "YES". Esempio: EXCHANGE CX_POPUP NO @endnode @node "Execute" "Execute" Nome: Execute Locazione: C/ Template : FILE/A Esegue i comandi contenuti in uno script AmigaDOS. Uno script è un testo ASCII in cui ogni riga rappresenta una linea di comando. In uno script possono apparire comandi che non possono essere eseguiti da Shell: in particolare i comandi punto sono stati elencati nella sezione sui caratteri speciali AmigaDOS. Se lo script accetta dei parametri, questi possono essere aggiunti dopo il nome del file separati da spazi ed eventualmente tra virgolette. Uno script AmigaDOS può essere eseguito senza chiamare esplicitamente Execute, se si trova in una delle directory del PATH (vedere) della Shell e se i bit di protezione "s" ed "e" del file sono impostati (vedere PROTECT). L'esecuzione di uno script AmigaDOS può essere interrotta mediante la combinazione di tasti Control-D. Lo script lanciato da Execute condivide l'ambiente della Shell corrente (variabili locali, path, directory corrente, alias, livello di FAILAT). A meno che non si redirezionino input e output, lo script usa anche la console corrente per l'input e l'output. Per lanciare uno script in background si può lanciare EXECUTE con RUN. Esempi: EXECUTE S:PCD T: PCD @endnode @node "Failat" "Failat" Nome: Failat Locazione: Interno Template : RCLIM/N FAILAT permette di modificare il livello di errore che causa l'interruzione dell'esecuzione di uno script AmigaDOS o di una sequenza non interattiva di comandi creata con RUN (vedere). Normalmente un programma restituisce i valori compresi tra 0 e 4 per indicare successo, i valori compresi tra 5 e 9 (WARN) per un semplice avvertimento, i valori compresi tra 10 e 19 (ERROR) per indicare un errore e il valore 20 o superiore (FAIL) per indicare un fallimento completo dell'esecuzione. Uno script normalmente si interrompe quando il livello di errore è pari o superiore a 10, ma tale limite può essere alzato o abbassato mediante FAILAT. Il livello di errore restituito dall'ultimo comando AmigaDOS eseguito può essere controllato con IF (vedere) e si trova anche nella variabile locale RC. Al termine dell'esecuzione di uno script, il livello di errore della Shell viene automaticamente reimpostato a 10. RCLIM/N: richiede un valore decimale intero che indica il massimo livello di errore consentito nella parte successiva dello script. Se tale parametro non viene indicato, FAILAT stampa il valore del massimo livello di errore corrente. Esempi: FAILAT 25 FAILAT 10 @endnode @node "Fault" "Fault" Nome: Fault Locazione: Interno Template : /N/M Visualizza il messaggio associato a un codice di errore AmigaDOS. Il codice di errore restituito dall'ultimo programma eseguito è contenuto nella variabile locale Result2 (vedere Get e Set). Il messaggio è localizzato a partire dalla versione 2.1 del sistema operativo. /N/M: uno o più valori numerici che rappresentano errori AmigaDOS. Esempi: FAULT 103 DIR t:// FAULT $Result2 @endnode @node "Filenote" "Filenote" Nome: Filenote Locazione: C/ Template : FILE/A,COMMENT,ALL/S,QUIET/S FILENOTE permette di aggiungere un commento a file o directory. Il commento può poi essere visualizzato con il comando LIST. FILE/A: Nome del file. Può contenere wildcard. COMMENT: Commento da aggiungere. Se contiene spazi va inserito tra virgolette. Il massimo consentito è di 79 caratteri. Per inserire una virgoletta nel commento occorre farla precedere dal carattere "*". Se viene omesso, verrà cancellato il commento preesistente. ALL/S: Modifica anche i file contenuti nelle subdirectory. QUIET/S: Non stampa a video alcun messaggio. Esempi: FILENOTE RAM:T prova LIST RAM:T#? FILENOTE RAM:T "*"Commento*"" LIST RAM:T#? FILENOTE RAM:T LIST RAM:T#? @endnode @node "FixFonts" "FixFonts" Nome: FixFonts Locazione: System/ Template : -- Questo comando andrebbe usato tutte le volte che si modifica un font posto nella directory FONT:. Compie alcune operazioni sui file contenuti in FONTS: che aumentano la velocità del sistema. Esempio: FIXFONTS @endnode @node "FKey" "FKey" Nome: FKey Locazione: Tools/Commodities/ Template : CX_PRIORITY/N/K,CX_POPKEY/K,CX_POPUP/K FKEY è una Commodities (vedere) che permette di associare a qualsiasi combinazione di tasti eventi relativi a schermi e finestre o stringhe di testi. Ha fatto la sua apparizione a partire dalla versione 2.1 del sistema operativo, sostituendo IHelp presente nel 2.0. CX_PRIORITY/N/K: La priorità di questa Commodities rispetto alle altre. CX_POPKEY/K: La combinazione di tasti da usare per attivare l'interfaccia grafica di FKey. Di default è Control-Alt-F. CX_POPUP/K: "NO" inibisce l'apertura dell'interfaccia grafica al lancio del programma. Di default è "YES". Esempio: FKey CX_POPKEY "ralt f" @endnode @node "FONTS" "FONTS:" Nome: FONTS: Locazione: Fonts/ Template : -- FONTS: è la directory che contiene i font accessibili a tutti i programmi Amiga. Di default viene assegnata dal sistema alla directory Fonts del disco di boot, se esiste. FONTS: può essere assegnata a un'altra directory mediante ASSIGN (vedere). Esempio: ASSIGN FONTS: WORK:FONTS ADD @endnode @node "Font" "Font" Nome: Font Locazione: Prefs/ Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K Font è un programma Preferences (vedere) che permette di scegliere i font di sistema. FROM: Il file di configurazione da usare per creare la configurazione corrente. Deve essere un file creato mediante il parametro SAVE di Font. Se non viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/font.prefs. Fino al 2.0 i file di configurazione erano due: sysfont.prefs e screenfont.prefs. EDIT/S: Apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà anche se non si specifica tale parametro. USE/S: Usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file ENV:sys/font.prefs. SAVE/S: Usa e salva la configurazione corrente nel file ENVARC:sys/font.prefs. PUBSCREEN/K: Apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico indicato (2.1). Esempi: FONT ENVARC:sys/font.prefs FONT ENVARC:sys/altfont.prefs @endnode @node "Format" "Format" Nome: Format Locazione: System/ Template : DEVICE=DRIVE/K/A,NAME/K/A,OFS/S,FFS/S,INTL=INTERNATIONAL/S, NOINTL=NOINTERNATIONAL/S,DIRCACHE/S,NODIRCACHE/S,NOICONS/S,QUICK/S: Formatta un disco: floppy, partizione su hard disk, hard disk removibile, RAD:, disco su RAM Card PCMCIA, ecc. DEVICE=DRIVE/K/A: Nome del device che contiene il disco da formattare. NAME/K/A: Nome del volume che deve assumere il disco formattato. OFS/S: Usa l'OldFileSystem per formattare il disco. E' compatibile con tutti i sistemi operativi Amiga. Va usato solo per i floppy che devono essere letti sotto 1.3. E' usato di default per i floppy. FFS/S: Usa il FastFileSystem per formattare il disco. E' normalmente utilizzato per gli hard disk dall'1.3 e per i floppy dal 2.0. E' usato di default per gli hard disk e le RAM Card PCMCIA. INTL=INTERNATIONAL/S: Utilizza il modo International per i nomi di file. L'AmigaDOS è indifferente alle maiuscole e alle minuscole, ma ritiene diverse le minuscole e le maiuscole accentate, a meno che il disco non sia stato formattato con questo parametro introdotto dal 2.1. E' usato di default per gli hard disk. NOINTL=NOINTERNATIONAL/S: Non usa il modo International. E' usato di default per i floppy e per RAM Card PCMCIA. DIRCACHE/S: Formatta il disco in modo che venga utilizzata dal sistema una cache per leggere le directory. Rende più veloce l'accesso a floppy e a device lenti. E' sconsigliabile per gli hard disk. E' stato introdotto dal 3.0. NODIRCACHE/S: Non usa la cache per le directory. E' usato di default. NOICONS/S: Non crea Trashcan e relativa icona. QUICK/S: Evita di formattare tutti i blocchi, ma riscrive solo alcuni blocchi usati dal File System. Può essere usato con dischi già formattati dal medesimo File System. Esempi: FORMAT DRIVE DF0: NAME Nuovo FFS FORMAT DRIVE DF0: NAME Nuovo FFS DIRCACHE FORMAT DRIVE DF0: NAME Nuovo QUICK @endnode @node "Fountain" "Fountain" Nome: Fountain Locazione: System/ Template : VALIDATE/S Fountain è il programma che permette di modificare o installare font vettoriali nel formato Agfa Compugraphic e Compugraphic FAIS. Dal 3.0 ha cambiato nome: INTELLIFONT. Il programma opera attraverso un'interfaccia grafica e utilizza inoltre alcune variabili ambiente: SYS:Prefs/Env-Archive/Fountain e SYS:Prefs/Env-Archive/DiskFont. La prima permette di modificare le dimensioni di un font vettoriale che vengono mostrate di default. E' costituita da un file ASCII che può contenere fino a 20 valori numerici. Se tale file non esiste, vengono assunti di default i valori: 15 30 45 60 75 La seconda viene usata quando il programma converte un font vettoriale in uno bitmap: permette di modificare l'aspect ratio dei pixel che compongono il font e il rapporto tra i punti che costituiscono un font e i pixel dello schermo. E' un file ASCII che deve essere scritto con il seguente template: XDPI/N,YDPI/N,XDOTP/N,YDOTP/N Se tale variabile non esiste, i valori assunti di default sono: XDPI 100 YDPI 100 XDOPT 100 YDOPT 100 Questi sono adatti a un font bitmap da usarsi su uno schermo dai pixel pressoché quadrati, come i modi PAL Hires interlacciato e DblPAL Hires. VALIDATE/S: forza il programma ad analizzare la directory FONTS: per controllare se i font vettoriali siano stati installati correttamente. Esempio: FOUNTAIN VALIDATE @endnode @node "Get" "Get" Nome: Get Locazione: Interno Template : NAME/A GET permette di leggere le variabili locali della Shell. Per creare tali variabili si deve usare il comando SET (vedere). Le stesse variabili possono essere usate in una linea di comando AmigaDOS, facendole precedere dal carattere speciale "$" (vedere dollaro). NAME/A: il nome della variabile da leggere. Esempi: GET RC GET Result2 GET Process @endnode @node "FTXT" "FTXT" Nome: FTXT Locazione: Devs/Datatypes/ Template: -- File di descrizione del Datatypes (vedere) che permette di leggere testi in formato FTXT. Introdotto dal 3.0. @endnode @node "Getenv" "Getenv" Nome: Getenv Locazione: Interno Template : NAME/A GETENV permette di leggere le variabili globali di sistema. Per creare tali variabili si deve usare il comando SETENV (vedere), per cancellarle, il comando UNSETENV (vedere). Le stesse variabili possono essere usate in una linea di comando AmigaDOS facendole precedere dal carattere speciale "$" (vedere dollaro). Le variabili globali sono in realtà file ASCII posti nella directory ENV: (vedere ENV). Ad esempio, le variabile globali Kickstart e Workbench create dalla Startup-Sequence standard, che contengono rispettivamente il numero di versione del Kickstart e quello del Workbench in uso sul sistema, corrispondono al contenuto del file ENV:Kickstart ed ENV:Workbench. NAME/A: il nome della variabile. Esempi: GETENV Workbench GETENV Kickstart SETENV prova "sono una variabile" GETENV prova ECHO $prova UNSETENV prova @endnode @node "GraphicDump" "GraphicDump" Nome: GraphicDump Locazione: Tools/ Template : TINY/S,SMALL/S,MEDIUM/S,LARGE/S,DOTS Graphicdump permette di stampare in modo grafico il contenuto dello schermo in primo piano. Il comando non usa il template standard di AmigaDOS, quello indicato è solo ricostruito. I parametri permettono di determinare l'ampiezza che dovrà assumere l'immagine stampata. Questa può essere espressa in maniera assoluta mediante il parametro DOTS, oppure in funzione della larghezza massima consentita dalla stampante mediante uno dei parametri TINY, SMALL, MEDIUM e LARGE. In quest'ultimo caso verrà mantenuto il corretto rapporto fra larghezza e altezza dell'immagine. TINY/S: l'immagine deve occupare 1/4 della larghezza massima consentita dalla stampante. SMALL/S: l'immagine deve occupare 1/2 della larghezza massima consentita dalla stampante. MEDIUM/S: l'immagine deve occupare 3/4 della larghezza massima consentita dalla stampante. LARGE/S: l'immagine deve occupare la massima larghezza consentita dalla stampante. DOTS: il numero di punti orizzontali e verticali dell'immagine separati da ":". Se i valori usati non stanno nello stesso rapporto matematico con le dimensioni dello schermo, l'immagine apparirà distorta. Esempi: GraphicDump SMALL GraphicDump 1280:1024 @endnode @node "HDBackup" "HDBackup" Nome: HDBackup Locazione: Tools/ Template : -- Il programma permette di effettuare backup dei dischi mediante BRU (vedere) attraverso un'interfaccia grafica. Per lanciare il programma bisogna prima portare lo stack a 16000 byte mediante il comando STACK (vedere). Esempi: STACK 16000 HDBACKUP @endnode @node "HDToolBox" "HDToolBox" Nome: HDToolBox Locazione: Tools/ Template : -- HdToolBox permette di partizionare un hard disk mediante un'interfaccia grafica. Esempio: HDTOOLBOX @endnode @node "HELP" "HELP:" Nome: HELP: Locazione: Locale/Help Template : -- Si tratta di una directory logica creata dalla Startup-Sequence standard a partire dal 3.0 e assegnata alla directory LOCALE:Help. E' destinata a contenere nelle varie subdirectory file di documentazione localizzati. @endnode @node "HI" "HI" Nome: HI Locazione: Rexxc/ Template : -- HI è uno dei comandi AmigaDOS connessi al funzionamento di ARexx. Permette di interrompere l'esecuzione di qualsiasi script ARexx in funzione nel sistema. Esempio: HI @endnode @node "IconEdit" "IconEdit" Nome: IconEdit Locazione: Tools/ Template : -- IconEdit permette la creazione o la modifica delle immagini associate alle icone mediante un'interfaccia grafica. Esempio: ICONEDIT @endnode @node "IControl" "IControl" Nome: IControl Locazione: Prefs/ Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K IControl è un programma Preferences che permette di scegliere mediante un'interfaccia grafica alcuni parametri relativi al funzionamento di Intuition. Utilizza i file ENV:sys/icontrol.prefs ed ENVARC:sys/icontrol.prefs per tenere i dati relativi alla configurazione scelta dall'utente. FROM: Il file di configurazione da usare per creare la configurazione corrente. Deve essere un file creato mediante il parametro SAVE di ICONTROL. Se non viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/icontrol.prefs. EDIT/S: Apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà anche se non si specifica tale parametro. USE/S: Usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file ENV:sys/icontrol.prefs. SAVE/S: Usa e salva la configurazione corrente nel file ENVARC:sys/icontrol.prefs. PUBSCREEN/K: Apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico indicato (2.1). Esempi: IControl ENV:sys/alt_icontrol USE @endnode @node "IconX" "IconX" Nome: IconX Locazione: C/ Template : -- IconX permette di eseguire uno script AmigaDOS da Workbench. Per usarlo è necessario creare un'icona di tipo Progetto (Project) che porti lo stesso nome dello script e poi inserire da Workbench, mediante l'opzione di menu Informazioni (Info), C:IconX nel campo riservato al Programma Associato (Default Tool). Lo script AmigaDOS potrà a questo punto essere lanciato da Workbench mediante la relativa icona. Lo script potrà anche prevedere degli argomenti (vedere .KEY fra i comandi punto descritti nella sezione riservata ai caratteri speciali), che in questo caso saranno costituiti dalle eventuali icone selezionate da Workbench assieme a quella dello script. E' sempre bene far iniziare lo script con un comando punto (anche di commento) per ragioni di compatibilità verso il basso. Al momento del lancio, IconX farà della directory che contiene lo script la directory corrente. Se lo script effettua dell'input/output verrà aperta una finestra di questo tipo: CON:0/50/640/80/IconX sotto 2.0 e del tipo: CON:0/50//80/IconX/AUTO a partire dal 2.1. Si può modificare tale finestra, inserendo il Parametro (Tool Type) WINDOW nell'icona dello script. Questo parametro accetta come argomento una descrizione di finestra di tipo CON: (vedere CON). Ad esempio: WINDOW=CON:10/10///Prova/AUTO/CLOSE Sempre nell'icona sono inoltre consentiti i seguenti Parametri (Tool Type): WAIT: accetta un valore numerico che esprime il numero di secondi che IconX deve aspettare prima di chiudere la finestra al termine dell'esecuzione dello script. DELAY: come WAIT, ma il valore numerico in questo caso indica il numero di cinquantesimi di secondo. STACK: lo stack da usare per lo script in numero di byte. Di default è di 4096 byte. E' come se la prima riga dello script contenesse un comando STACK (vedere). USERSHELL: accetta l'argomento "YES" che indica di usare l'User Shell corrente invece della Shell in ROM. L'User Shell è una Shell aggiunta dall'utente al sistema operativo: un esempio è il programma commerciale WShell. @endnode @node "If" "If" Nome: If Locazione: interno Template : NOT/S,WARN/S,ERROR/S,FAIL/S,,EQ/K,GT/K,GE/K,VAL/S,EXISTS/K IF può essere usato solo negli script. Permette di creare una diramazione nell'esecuzione dello script che verrà eseguita solo se la condizione impostata nella linea di comando di IF risulta soddisfatta. La diramazione si conclude quando nello script appare un comando ENDIF (vedere). La diramazione può essere divisa in due parti da un comando ELSE (vedere): in tal caso la parte di diramazione che inizia con ELSE verrà eseguita se la condizione posta da IF non viene soddisfatta. Le diramazioni possono essere annidate: ciò significa che una sezione di codice delimitata da IF...ENDIF può contenere una o più diramazioni IF...ENDIF. Le condizioni che IF accetta sono di tre tipi. Il tipo più usato è costituito dai livelli di errore. Ogni comando AmigaDOS restituisce, al termine dell'esecuzione, un livello di errore. Tale valore si ritrova, fra l'altro, nella variabile locale RC. IF è in grado di testare il livello di errore restituito dall'ultimo comando eseguito, mediante i parametri WARN (5), ERROR (10) e FAIL (20). Per esempio se si usa IF WARN, la condizione verrà soddisfatta se il comando precedente ha restituito un livello di errore uguale o maggiore di 5. Si noti che per poter controllare ERROR e FAIL è necessario aumentare preventivamente il livello di errore massimo consentito dallo script mediante il comando FAILAT (vedere). Se si indica sulla linea di comando più di una condizione, varrà la maggiore e cioè, nell'ordine, FAIL, ERROR e WARN. I parametri EQ (uguale), GT (maggiore), GE (maggiore o uguale) permettono invece di confrontare il valore di due stringhe: in questo caso si dovranno indicare due stringhe sulla linea di comando, separate da uno dei parametri indicati, ed eventualmente racchiuse tra virgolette nel caso comprendano degli spazi; il confronto non tiene conto di minuscole o maiuscole; maggiore significa che la prima stringa segue la seconda nell'ordine alfabetico. L'aggiunta del parametro VAL permette di considerare le stringhe come valori numerici: in tal caso le stringhe devono esprimere dei valori decimali interi. EXISTS permette infine di controllare se un determinato file esiste. Si noti che IF consente l'uso di variabili AmigaDOS nei confronti. NOT/S: inverte il significato di una determinata condizione. WARN/S: il livello di errore dell'ultimo comando eseguito è maggiore o uguale a 5. ERROR/S: il livello di errore dell'ultimo comando eseguito è maggiore o uguale a 10. FAIL/S: il livello di errore dell'ultimo comando eseguito è maggiore o uguale a 20. EQ/K: I due elementi a confronto devono essere uguali. GT/K: Il primo elemento deve essere maggiore del secondo. GE/K: Il primo elemento deve essere maggiore o uguale al secondo. VAL/S: I due elementi del confronto devono essere trattati come valori numerici decimali interi. EXISTS/K: il file indicato deve esistere. Script d'esempio: IF WARN ECHO "Il livello di errore è maggiore o uguale a 5" ENDIF IF NOT ERROR ECHO "Il livello di errore è minore di 10" ENDIF IF NOT EXISTS K:2 ECHO "Non esiste il file K:2" ENDIF SET prova 123 IF $prova GT 22 ECHO $prova "è maggiore di 22" ELSE ECHO "La stringa" $prova "è minore di 22" ENDIF IF VAL $prova GT 22 ECHO "Il numero" $prova "è maggiore di 22" ENDIF @endnode @node "IHelp" "IHelp" Nome: IHelp Locazione: Tools/Commodities/ Template : CX_PRIORITY/N/K,CYCLE/K,MAKEBIG/K,MAKESMALL/K,CYCLESCREEN/K, ZIPWINDOW/K IHelp è una Commoditity che permette di assegnare a una combinazione di tasti scelta dall'utente alcune funzioni che riguardano il funzionamento di Intuition. E' presente solo nella versione 2.0 del sistema operativo ed è stata sostituita da FKEY a partire dal 2.1. Si noti che il template indicato è solo ricostruito. Con ogni parametro da attivare va indicata la combinazioni di tasti da usare, eventualmente ponendo l'intero argomento tra virgolette se contiene degli spazi. CX_PRIORITY/N/K: La priorità di questa Commodities rispetto alle altre. CYCLE/K: La combinazione di tasti che permette di far emergere in primo piano le varie finestre aperte in sequenza. MAKEBIG/K: La combinazione di tasti che permette di allargare al massimo la finestra corrente. MAKESMALL/K: La combinazione di tasti che permette di restringere al minimo la finestra corrente. CYCLESCREEN/K: La combinazione di tasti che permette di far emergere in primo piano i vari schermi esistenti in sequenza. ZIPWINDOW/K: La combinazione di tasti che corrisponde al gadget Zoom della finestra corrente. Esempio: IHELP "CYCLE=lcommand z" "CYCLESCREEN=lcommand a" "ZIPWINDOW=lcommand w" @endnode @node "Info" "Info" Nome: Info Locazione: C/ Template : DEVICE Info consente di ricevere informazioni su tutti i dischi presenti nel sistema. Di ogni disco indica la capienza totale (Size) in Kb o Mb, il numero di blocchi in uso (Used), il numero di blocchi liberi (Free), la percentuale di occupazione del disco (Full), il numero di errori riscontrati dal sistema sul disco (Errs), l'abilitazione della scrittura (Status) e il nome del volume inserito nel disco (Name). Elenca inoltre i volumi disponibili, indicando se sono inseriti o meno nel lettore. La lunghezza in byte del singolo blocco dipende dal File System: è di 488 byte nell'OFS e di 512 byte nel FFS. DEVICE: Il nome del disco AmigaDOS da controllare. Se viene omesso, verranno elencati tutti i dischi e utti i volumi presenti nel sistema. Esempio: INFO DF0: @endnode @node "ILBM" "ILBM" Nome: ILBM Locazione: Devs/Datatypes/ Template: -- File di descrizione del Datatypes (vedere) che permette di leggere immagini in formato ILBM. Introdotto dal 3.0. @endnode @node "InitPrinter" "InitPrinter" Nome: InitPrinter Locazione: Tools/ Template : -- Il comando permette di inizializzare la stampante con le preferenze espresse mediante i programmi Preferences PRINTER e PRINTERGFX. Quando si usa per la prima volta la stampante durante una sessione di lavoro, questa viene inizializzata automaticamente; se però la stampante si resetta per qualche motivo fra un'operazione e l'altra, è necessario chiamare INITPRINTER per reinizializzarla. Esempio: InitPrinter @endnode @node "Input" "Input" Nome: Input Locazione: Prefs/ Template : FROM,EDIT/S,USE/S,SAVE/S,PUBSCREEN/K Input è un programma Preferences che permette di scegliere mediante un'interfaccia grafica alcuni parametri relativi al funzionamento della tastiera e del mouse. Utilizza i file ENV:sys/input.prefs ed ENVARC:sys/input.prefs per tenere i dati relativi alla configurazione scelta dall'utente. FROM: Il file di configurazione da usare per creare la configurazione corrente. Deve essere un file creato mediante il parametro SAVE di Input. Se non viene indicato, verrà usato il file ENV:sys/input.prefs. EDIT/S: Apre l'interfaccia grafica. Se non viene indicato né il parametro USE, né il parametro SAVE, l'interfaccia grafica si aprirà anche se non si specifica tale parametro. USE/S: Usa la configurazione corrente, che verrà salvata nel file ENV:sys/input.prefs. SAVE/S: Usa e salva la configurazione corrente nel file ENVARC:sys/input.prefs. PUBSCREEN/K: Apre l'interfaccia grafica sullo schermo pubblico indicato (2.1). Esempi: INPUT USE ENVARC:sys/input2.prefs @endnode @node "Install" "Install" Nome: Install Locazione: C/ Template : DRIVE/A,NOBOOT/S,CHECK/S,FFS/S Install opera sui blocchi di un floppy disk o di un disco PCMCIA su Ram Card che consentono di effettuare il boot dal disco (il cosiddetto "bootblock"). DRIVE/A: il nome del disco su cui operare. NOBOOT/S: rimuove il codice che permette di effettuare il boot da disco. CHECK/S: controlla il contenuto del bootblock per determinare se è conforme allo standard AmigaDOS. In caso contrario potrebbe trattarsi di un virus oppure di un bootblock dedicato, come capita spesso nei giochi. Se il bootblock non è standard viene impostato il livello di errore 5 (WARN). FFS/S: richiede l'uso del bootblock del Fast File System. Install è però in grado di determinare automaticamente come sia formattato il disco (OFS o FFS) e quindi tale parametro è inutile. La documentazione del 3.1 lo dichiara obsoleto: viene mantenuto per ragioni di compatibilità. Esempi: INSTALL DF0: CHECK INSTALL DF0: INSTALL DF0: NOBOOT @endnode @node "Installer" "Installer" Nome: Installer Locazione: -- Template : SCRIPT/A,APPNAME,MINUSER,DEFUSER,LOGFILE,LANGUAGE, NOPRETEND/S,NOLOG/S,NOPRINTER/S Installer è un programma che permette ai programmatori di generare in maniera automatica l'installazione del proprio prodotto sul sistema dell'utente. Il programma esegue script ASCII che contengono le istruzioni da eseguire scritte in un apposito linguaggio. Non viene fornito con il sistema operativo, ma compare in tutti i dischi che permettono di installare sulla macchina utente un determinato prodotto software e questo vale anche, ad esempio, per il kit di upgrade all'AmigaDOS 3.1. L'INSTALLER viene fornito su licenza ai programmatori che poi possono inserirlo nei pacchetti posti in vendita. Si noti che il t